Sept. 29, 2025
1:23 p.m.
Mon, 29 Sep 2025 08:32:33 Andrea Trentini <ego@atrent.it> ha scritto: > On 28/09/2025 13:35, Marco A. Calamari wrote: > > Nessuno vuole criminalizzare gli strumenti, ma contrastare le spinte > autoritarie che tentano di > > unsare uno strumento come ariete ti porta a *dover* contrastare (!= > criminalizzare) lo strumento. > *Noi* non vogliamo certamente criminalizzare gli strumenti, ma *loro* (EU, > etc.) certamente sì > Perché se chatcontrol venisse approvato, dall'oggi al domani > diventerebbero *illegali*: > 1) ogni algoritmo di cifratura non conforme > 2) ogni device "resistente" alla scansione locale > Il che vuol dire (soprattutto la 2) rendere illegale il software libero in > toto a meno di non farlo > girare su hardware "certificato" (cioè dotato di moduli hardware che > possano scansionare fisicamente > lo storage all'insaputa e senza alcun controllo da parte del > ~~proprietario~~ pardon ~~utente~~ > pardon schiavo del device in oggetto), come dicevo nel gruppo tg > cassandra: il sogno bagnato del > DRM, la catena di hardware/software eterocontrollata. > Ditemi che sbaglio e che non sono paranoico-cassandrista. Buon pomeriggio, non ho competenze adeguate per contribuire tecnicamente alla preoccupazione di Andrea, ma culturalmente e politicamente condivido le parole di Stefano Borroni Barale che aveva scritto Date: Sun, 28 Sep 2025 09:57:47 +0000 From: Stefano Borroni Barale < s.barale@erentil.net> Subject: Re: [nexa] Chat control: sicurezza o sorveglianza? Anatomia critica di un regolamento europeo Altra cosa è la prevenzione dei crimini intesa come impresa sociale. Quella prevederebbe un lavoro serrato sulle condizioni di vita degli strati più umili della popolazione e, più in generale, sulla salute mentale collettiva. Entrambe cose costose, purtroppo, e assai poco compatibili con l'idolo del massimo profitto a cui abbiamo deciso di dedicare quotidiani sacrifici umani. Resto convinto che *""il lavoro serrato sulle condizioni di vita ... ""* *deve cominciare con l'alfabetizzazione digitale *(nessun problema a chiamarla in altro modo); in concreto intendo un lungo processo di insegnamento scolastico analogo a quello della lingua italiana che è materia autonoma e contemporaneamente è lo strumento con cui si insegna ogni altra materia, si insegna l'italiano ma l'italiano è anche la lingua con la quale si insegna geografia, matematica, storia eccetera. Cioè propongo che si insegni informatica e la si usi - insieme alla lingua naturale - anche per insegnare ogni altra materia. Cominciando dal primo passo - al-fa-be-tiz-za-zio-ne diffusa - continua a meritare attenzione massima l'allarme lanciato da Andrea Trentini, che però troverebbe destinatari più consapevoli. ... vasto problema ... nell'attesa *prendiamocela con l'idolo del massimo profitto*, tritapersone potenziato digitalmente.