Buongiorno, "Diego.Latella" <diego.latella@isti.cnr.it> writes: [...]
Intelligenze al confine tra biologico e artificiale
Seminario aperto al pubblico e on-line
Mercoledì 20 settembre 2023 alle 15:30
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Come potremmo definire criteri per attribuire a macchine una “coscienza” e – con essa – diritti e responsabilità?
se davvero si ritiene opportuno esplorare questo universo di discorso mi auguro vivamente non si voglia ignorare il lavoro che Federico e Elvia Faggin stanno svolgendo da qualche anno a questa parte nell'esplorazione scientifica di cos'è la coscienza: http://www.fagginfoundation.org/it/chi-siamo/ --8<---------------cut here---------------start------------->8--- La coscienza può essere definita come la capacità di avere un’esperienza senziente, in cui senziente si riferisce alla capacità di percepire e comprendere attraverso sensazioni e sentimenti. Però, malgrado la familiarità che la coscienza ha per ciascuno di noi, essa rimane un grande mistero per la scienza. [...] I filosofi hanno coniato la parola quale (plurale, qualia) per indicare ciò che si prova quando si ha una particolare esperienza. I qualia sono stati definiti “il problema difficile della coscienza” perché non hanno ancora avuto una spiegazione ragionevole. [...] La maggior parte degli scienziati presume che la coscienza sia prodotta interamente nel cervello umano o animale come risultato della sua attività elettro-chimica. Tuttavia, non esiste nessun principio fisico noto che possa tradurre l’attività elettrica in qualia, in un cervello o in un computer che sia. Anche se le leggi della fisica potessero spiegare in dettaglio come funzionano i nostri corpi, non potrebbero spiegare perché e come siamo coscienti. Secondo loro dovremmo essere zombie, esattamente come lo sono i robot e i computer. * Allora perché siamo coscienti? La pseudo-spiegazione che viene generalmente data è che, quando la complessità di un sistema informatico come il cervello raggiunge un certo livello, l’organismo in qualche modo diventa cosciente. Per essere una spiegazione convincente, dovremmo già essere in grado di creare un computer almeno un pochino cosciente visto che i computer attuali sono più di dieci miliardi di volte più potenti e complessi dei computer della fine degli anni Cinquanta, quando questa idea fu inizialmente proposta. Invece, i computer odierni non sono neanche un bit più consci dei vecchi. Esiste tuttavia un’altra possibilità da indagare, un’ipotesi che di solito viene eliminata a priori perché va contro il presupposto che tutto ciò che esiste deve essere fatto di materia inconscia. Questa ipotesi ha le sue radici nelle tradizioni spirituali orientali dove la coscienza era considerata una proprietà irriducibile della natura. Basandoci sulle recenti teorie quantistiche in cui la natura della realtà appare sempre più astratta, non c’è alcun motivo per scartare questa ipotesi, ma se qualche scienziato volesse fare ricerca sulla coscienza partendo da qui, difficilmente troverebbe un’istituzione disposta a dargli supporto finanziario. [...] Il primo passo essenziale è lo sviluppo di un nuovo quadro concettuale capace di ispirare, in un secondo tempo, la creazione di una nuova teoria matematica della consapevolezza in grado di fare previsioni verificabili. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Per approfindimenti: http://www.fagginfoundation.org/it/articoli/ Federico Faggin ci scritto il suo ultimo libro su questo argomento: «Irriducibile» (ISBN 9788804739036) I sistemi "AI" attuali sono lontani anni luce anche solo per poterli definire autononi [1], figuriamoci coscienti, anche con cinque virgolette. [...] saluti, 380° [1] a partire dalla capacità di selezionare le grandezze da misurare, misurarle (i famigerrimi "dati grezzi"), "taggarle", scrivere i programmi per effettuare il machine learning, definire quali sono i pesi... così ce n'è di lavoro _cosciente_ umano (e in parte para-schiavistico) in un sistema "AI" -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.