Grazie,

personalmente trovo imbarazzanti le prescrizioni indicate nella "PARTE  SECONDA  –  LE  CONDIZIONI  PER  L’ACCESSO  ALLA  PRESTAZIONE LAVORATIVA IN FORMA AGILE".

Nel dettaglio, a una prima lettura:

"l’accesso alle risorse digitali ed alle applicazioni dell’amministrazione raggiungibili tramite la rete internet deve avvenire attraverso sistemi di gestione dell’identità digitale (sistemi Multi factor  authentication,  tra  i  quali,  ad  esempio,  CIE  e  SPID),  in  grado  di  assicurare  un  livello  di
sicurezza adeguato e tramite sistemi di accesso alla rete predisposti sulla postazione di lavoro in dotazione in grado di assicurare la protezione da qualsiasi minaccia proveniente dalla rete (c.d. zero trust network). Alternativamente si può ricorrere all’attivazione di una VPN (Virtual Private Network, una rete privata virtuale che garantisce privacy, anonimato e sicurezza) verso l’ente, oppure ad accessi in desktop remoto ai server. Inoltre, l’amministrazione, dovrà prevedere sistemi gestionali e sistema di protocollo raggiungibili da remoto per consentire la gestione in ingresso e in uscita di documenti e istanza, per la ricerca della documentazione, etc."

per finire con quella che personalmente definisco "la perla":

"di norma non  può essere utilizzata una utenza  personale  o  domestica  del  dipendente  per  le  ordinarie  attività  di  servizio,  salvo  i  casi preventivamente verificati e autorizzati. In quest’ultima ipotesi, sono fornite dall’amministrazione puntuali prescrizioni per garantire la sicurezza informatica."


Il 03/12/21 08:41, Mauro Alovisio ha scritto:


Gent.me/mi
segnalo le nuove  linee guida in materia di lavoro agile e di telelavoro  nel pubblico impiego
http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/ministro/30-11-2021/pa-libera-alle-linee-guida-lo-smart-working

Cordiali saluti

Mauro Alovisio
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Michele Pinassi - Responsabile Cybersecurity
Ufficio esercizio e tecnologie - CSIRT
Università degli Studi di Siena
irt@unisi.it