Io pensavo più ad un semplice web of trust ma in cui lo Stato (attraverso ad esempio le anagrafi) partecipa come gli altri. Quanto alla firma del mittente, non sono d'accordo. Diversi client email permettono l'integrazione con PGP o GPG: Thunderbird, Mutt, Claws-Mail... persino Outlook! Imparare a firmare (e/o cifrare) una mail con una chiave non richiede una laurea. È una cosa che si impara in 30 minuti. E verificarla o decifrarla può essere persino più semplice: se il mua sa dove trovare le chiavi fa tutto da solo. Dunque se lo Stato avesse imposto l'uso di questi sistemi invece della PEC, la gente si sarebbe arrangiata ed avrebbe imparato. Magari sarebbe nato un piccolo mercato di consulenti informatici per la formazione iniziale. On August 22, 2020 4:44:05 PM UTC, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
non essendo utente di gmail non so se si possa firmare digitalmente da gmail con un certificato attribuito da una CA riconosciuta dallo stato
Ricordo un plugin firefox (o era chrome?) che si integrava in GMail per permettere proprio questo. Non l'ho mai usato però. Tuttavia, la compatibilità con GMail non dovrebbe l'obiettivo di uno stato (a meno che non abbia il controllo di Google, ovviamente). L'educazione informatica della propria popolazione invece sì. Giacomo PS: Dovrò ovviamente trovare il tempo di approfondire il funzionamento della ricevuta delineato da Giovanni, perché (sha1 a parte) potrebbe sorprendentemente avere un senso. :-)