Il 30/01/23 10:41, 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> writes:

non c'è dunque nessun modo efficace di anonimizzarsi/de-identificarsi
in rete?
("rete" = Internet)

no: un perentorio e definitivo no.

l'unica soluzione è quella di rifare (quasi) tutti i protocolli di
comunicazione utilizzati da Internet.

non sto delirando.
(penso alle questioni sanitarie, ad esempio: dalle informazioni che
cerco sui farmaci, all'accesso ad un fascicolo sanitario online). se
Marco Calamari scrive "l'anonimizzazione o la pseudonomizzazione dei
dati [sono] un problema ancora in cerca di soluzione"
tecnicamente il problema è risolvibile, servono ancora test e
servirebbero tante risorse: https://www.gnunet.org/en/
la risposta in certo modo è già data; ma possono magari 
esistere strumenti o metodi che, anche se non perfetti, aiutano.
per farla brevissima: Tor aiuta

[...]
che in sostanza se sei in rete sei tracciabile e tracciato senza possibilità di scampo mi era abbastanza chiaro.
un po' come dire che se sei al mondo il tuo destino è morire, ad un certo punto.
:-)
ma la frase "Tor aiuta" mi ha fatto pensare. e vorrei qui provare a introdurre il concetto di «salute digitale personale» - non come già accade, come «nome collettivo per tutti i dispositivi e software che si usano per gestire e controllare la salute fisica delle persone» ma come «condizione positiva della nostra vita nel mondo digitale».
quanto alla salute fisica, anche se sappiamo che presto o tardi dovremo morire, sappiamo che nel frattempo si può vivere meglio o peggio e che questo in una discreta misura dipende dal nostro stile di vita: meglio mangiare poco che tanto, meglio non fumare, meglio meno grassi animali, fare sempre attività fisica moderata, evitare le polveri sottili, ... . adottare queste pratiche non ci garantisce l'immortalità ma aiuta a vivere bene.

se pensiamo a tutto questo in chiave di «salute digitale personale», si possono individuare delle pratiche che aiutano a conservarsi in buona salute anche se l'esito finale (essere tracciati) è inevitabile?

perché se non ne veniamo a capo, di fronte ad un "per quanto facciamo siamo tutti tracciati" la risposta più ovvia di molti è "vabbé allora chissene, che almeno vivo più comodo" (se il mondo finisce dopodomani, mi rimpinzo di maritozzi alla panna anche se sono diabetico e ho il colesterolo alle stelle). (sono domande che mi faccio soprattutto perché insegno, ma non solo)
non so se ho reso l'idea.
Maurizio


old men ought to be explorers
t.s. eliot, four quartets

Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli