Ripeto, concordo, ma a me interessa proprio il linguaggio.

E mi interessa anche un rigoroso vaglio dei fatti: per esempio,
l'incredibile, infinita campagna, sui pericoli dell'"adescamento" online di minori
vogliamo che si confronti o no con dati oggettivi? Dati che ci dicono che
statisticamente le violenze su minori sono al 90% e più fatte in famiglia o
da persone a diretto contatto coi minori stessi (insegnanti, allenatori, religiosi, ecc.)?

Il ché non vuol dire che il pericolo online non esista: ma che è dovere di tutti
trattarlo razionalmente. E che quindi, per esempio, se devo allocare risorse,
quelle risorse (mediatiche, dello Stato, delle scuole, ecc.)
dovrebbero andare più o meno al 90% a trovare il modo di aiutare quei poveri
bambini che vengono abusati tra le mura domestiche.
Solo che è difficile aiutarli in quei contesti. E poi sai che noia parlarne ....
E' molto più facile, fa molti più click, vende molte più copie, fa molto più moderno
insistere all'infinito sui "mostri" che si aggirano su Facebook.

Ciao,

juan carlos




On 15/01/13 09:54, Diego Giorio wrote:
Concordo in pieno: proprio perchè amo le teconologie e pretendo un'Internet libera auspico anche una regolamentazione. Il che non significa "controllo" o "censura", bensì un ritorno al ruolo fondamentale delle regole, ossia far vivere meglio tutti. Come nel mondo reale voglio essere libero, libero di studiare, di esprimermi, di dissentire, ma non posso essere libero di sparare sulla folla, di appropriarmi di quel che non è mio eccetera, così nel mondo virtuale non posso essere libero di insultare, di sfruttare minori, di istigare al delitto. Già in altre occasioni ho sostenuto che non vi è differenza concettuale fra il mondo reale e quello digitale, ma nel secondo un maggior anonimato ed una potenza di elaborazione dei dati infinitamente superiore amplifica di molto determinati effetti.
Al di là del linguaggio, riportare ogni tanto l'attenzione anche ai pericoli, a questo "lato oscuro" che pervade l'essere umano e, di conseguenza, le sue manifestazioni, non può che essere positivo.

Diego

> From: alessandro.mantelero@polito.it
> To: senor@penalistiassociati.it; nexa@server-nexa.polito.it
> Date: Tue, 15 Jan 2013 09:41:27 +0100
> Subject: Re: [nexa] Garante privacy e cyberbullismo
>
> Cara Monica,
>
> forse la prosa su certi punti indugia un poco
> nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare del
> "lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete?
> Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura,
> ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro
> ("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato dall'endiadi
> "opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse riflettere
> invece.
> Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove
> tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario come
> quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli aspetti
> positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce (ora
> che la fase iniziale è superata) anche su quelli negativi.
> Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche
> molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un
> mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi strumenti
> ben lo sanno i penalisti.
> Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è
> favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che internet
> ha comportato, anche questi aspetti?
> La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e
> sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al
> negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno
> limitarlo.
> Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo
> alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo
> tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di
> un'attenzione rivolta principalmente ai profili collegati
> all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei
> diritti.
>
> Alessandro
>
> On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100
> "avv. Monica A. Senor" <senor@penalistiassociati.it>
> wrote:
> > Della lettera del Garante privacy al Ministro
> >dell'Istruzione sul cyber
> > bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente
> >condivisibile la
> > richiesta di sensibilizzazione per una formazione
> >scolastica più attenta e
> > puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché
> >anche un po' più di
> > informatica non farebbe male...).
> > Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini
> >negative tipo (le
> > virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei
> >social-network o la
> > "terra incognita" di Internet.
> > E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle che
> >ci fanno paura.
> >
> > Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole
> >sensazione di non
> > padronanza di tali mezzi.
> >
> > Un caro saluto,
> > Monica
> >
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> Professor of Private Law
> Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
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