"Un altro aspetto da considerare è la “convivenza ” di differenti layers: dalle infrastrutture di rete gestite dagli operatori Telco, alle infrastrutture applicative distribuite (p.e. i motori di ricerca o i social) e gestite dagli OTT, alle applicazioni specifiche per l’e-government, alla finanza, all’e-commerce etc. E, infine, il layer che riguarderà l’Internet of Things, ovvero la connessione degli oggetti. Questi piani non possono essere confusi: ognuno ha proprie caratteristiche ed una propria neutralità." Non sono del tutto d'accordo su questa visione. Andrebbe ribadito ancora una volta che Internet è fondamentalmente un servizio di trasporto. Lo stesso DNS è un'applicazione, utile e indispensabile, ma non necessaria. Altrettanto vale per altri protocolli applicativi (HTTP, LDAP, DHCP, SMTP, POP, BGP, SNMP, SSH, ecc.). Internet collega tra loro attraverso TCP/IP una varietà di dispositivi, che non sono parte di Internet e tanto meno dei layer. Al massimo potremmo dire che la scheda di rete di un dispositivo fa parte di Internet. Le "infrastrutture applicative distribuite" non sono layer, sono semplicemente apparecchiature connesse alla rete. E ancor più la cosiddetta IoT, che non è affatto una Internet, in quanto di Internet ce n'è una sola. Che le apparecchiature siano proprietà di aziende, di cittadini, di amministrazioni, non fa alcuna differenza. Tutti sono uguali di fronte a Internet. I protocolli applicativi li può inventare chiunque, basta che quelli che li vogliono usare si mettano d'accordo tra di loro. La Net Neutrality è una sola ed è quella che riguarda il trasporto. Una volta garantita quella, tutto il resto segue di conseguenza. Per questo va considerata un "principio", non un meccanismo o un vincolo tecnico. La NN è di fatto una caratteristica intrinseca di Internet: chi vuole abolirla vuole di fatto minare profondamente lo stesso concetto di Internet. -- Beppe