Le grandi multinazionali stanno creando nuovi piani organizzativi per permettere ai propri dipendenti di lavorare ovunque. Ma le implicazioni legali, fiscali e contributive non sono da sottovalutare. E fanno emergere i nervi scoperti della convivenza europea. Il caso dell’Estonia e i “remote worker” dalla Sicilia per le aziende della Silicon Valley.

Buona lettura

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https://www.linkiesta.it/2020/07/lavoro-remoto-europa-regole-fisco-contributi/   
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don Luca Peyron
Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria
Arcidiocesi di Torino
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