E se fossero diagnosi mediche: https://arxiv.org/pdf/1711.06373.pdf e’ un paper appena pubblicato che suggerisce come AI serva di supporto, e non come sostituto, del medico specialista. Tra I diversi motivi, riprende il tema gia’ visto in https://www.technologyreview.com/s/604087/the-dark-secret-at-the-heart-of-ai/ dove Deep Learning non da risultati sempre spiegabili, il motive per cui le auto autonome per ora e’ meglio non siano rilasciate sul mercato.

 

From: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> On Behalf Of Giacomo Tesio
Sent: Thursday, March 29, 2018 3:32 PM
To: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>
Cc: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] Fwd: Machine-Learned Automated Decision Making Report and Panel in Brussels

 

Il Gio 29 Mar 2018 20:10 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:

e se fossero diagnosi mediche ?
o valutazioni su contratti di assicurazione ?

 

Rimane da rispondere alla domanda "chi ne risponde?"

 

Per le diagnosi mediche penso che si possa applicare la stessa logica che si usa con le medicine: un medico specialista e un informatico specializzato gestiscono e interpretano insieme i risultati dei calcoli di questa rete neurale, assumendone insieme la responsabilità.

Esattamente come un fisico e un medico utilizzano ed interpretano i risultati di una macchina radio diagnostica.

 

Quanto alla applicazioni assicurative, macroscopicamente direi che qualcuno si è fatto fregare di brutto: non credo che il valore prodotto in ambito assicurativo possa richiedere così tanta potenza di calcolo ed il tempo (ovvero il costo) necessario a calibrare una rete neurale della complessità che una singola esecuzione di 30 minuti a quel clock lascia immaginare.

 

Dunque oltre a "chi ne risponde?", sarebbe utile rispondere a "quanto consuma?", "dove si trova?", "chi paga la bolletta?" e soprattutto "chi è che l'ha ordinata?".   :-)

 

Comunque, se la macchina funziona come previsto, è debuggabile con la tecnologia disponibile (ipotetica quanto la macchina stessa) e fornisce la spiegabilità perfetta del suo output prevista dal GDPR, direi che non avrei obbiezioni al suo utilizzo. 

 

Il punto infatto non è vietare qualcosa che non è pericoloso.

 

 

Il punto è che nel momento in cui la macchina in questione entra nel dominio della esistenza, istantaneamente si determina una responsabilità umana. 

 

Responsabilità umana che persiste durante l'utilizzo e fino allo smaltimento.

 

 

Non ti sembra sensato?

 

Infondo se le mie bimbe insistono che non vogliono fare i compiti, io non le lego alla sedia.

 

Risponderanno degli effetti delle loro decisioni.

 

E loro non mi sembrano particolarmente scandalizzate da questo fatto.

 

Non credi che un imprenditore adulto, possa fare altrettanto?

 

 

A presto!

 

 

Giacomo

 

 


On 29/03/2018 20:05, Giacomo Tesio wrote:
> Il Gio 29 Mar 2018 18:37 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it
> <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
>
>
>
>     On 29/03/2018 10:00, Giacomo Tesio wrote:
>      > Se il sistema è determinisco e disponi (perché non li butti via)
>     di TUTTE
>      > le informazioni pertinenti, il sistema è precisaente prevedibile.
>
>     immagina ci sia una rete neurale realizzata con una macchina da
>     150TFlops che lavora per 30 minuti per fornire un output, vieteresti la
>     macchina ?
>
>
> Dipende.
>
> Se gioca a Go, no.
>
> Nemmeno se gioca a scacchi.
>
> Se gioca a pocker online... beh in realtà non vieterei la macchina, ma
> il pocker online.
>
> Cosa fa questa macchina ipotetica?
> Cosa può andare storto?
> Chi ne risponde?
> Dove si trova?
> E quanto consuma?
>
> Insomma, per applicare il poco buonsenso di cui dispongo, ho bisogno di
> qualche informazione in più.
>
> Per esempio, se dopo 30 minuti esplode in un centro abitato, sì la vieterei.
>
> Se invece risponde alla Domanda Finale sulla Vita, l'Universo e il
> Tutto... ci devo pensare!  :-D
>
>
> Giacomo
>
>
>     ciao, s.
>     _______________________________________________
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