Quando leggo blockchain, classifico automaticamente quell'informazione come di bassa qualità. :-)
Questa è musica per le mie orecchie. Ma mi spiegate una cosa, perché, se cerco nelle librerie on-line (ma non credo sia diverso in quelle di mura e scaffali) un libro che tesse le lodi di blockchain e/o bitcoin ne trovo a bizzeffe e di contrari nemmeno uno? C'è un "libro nero" per qualsiasi argomento, "del comunismo", "del vaticano", "della finanza internazionale" e, ultimamente, persino il "libro nero del coronavirus" e non c'è un libro nero del bitcoin e/o della blockchain ? Probabilmente perché i "critici", tenendo fede al dantesco "non ragioniam di lor, ma guarda e passa" non vogliono prendersi briga nemmeno di scriverci sopra. Ma così facendo, i "filibustieri" (termine caro alla ex presidente della Camera) gongolano. Antonio