Grazie Davide per la risposta. però il mio discorso, a valle del quale avevo chiesto il tuo parere, è ed è sempre stato intorno ai termini "fatto" e "dichiarazione di un fatto" e sul punto che indichino cose diverse. Tu mi parli di "agire in spazi in cui il femminile sia altrettanto presente rispetto al maschile", tema su cui sono assolutamente d'accordo, ma che rappresenta del tutto un altro argomento Questa diversità o equivalenza dei termini "fatto" e "dichiarazione di un fatto" non può dipendere - come mi pare stia sostenendo tu - dallo scenario specifico nell'ambito del quale si discute, altrimenti veniamo a perdere l'unica base comune che abbiamo per comprenderci, ovvero la stabilità semantica della lingua. Nella mia interpretazione del termine "fatto" (che però non ritengo sia solo mia ma sia quella alla base di ciò che chiamiamo "storia") questo non può essere considerato come certamente accaduto solo perché viene dichiarato da un qualche particolare tipo di soggetto o in riferimento ad un qualche particolare tipo di scenario. Io ho l'impressione che invece tu ritieni che, in certi casi, il semplice fatto che un soggetto dichiari un fatto lo rende certamente accaduto. Forse mi sbaglio. Mi puoi chiarire, per favore? Ciao, Enrico Il 11/05/2021 09:42, D. Davide Lamanna ha scritto:
On 10/05/21 17:48, Enrico Nardelli wrote:
Caro Davide
ti ringrazio per la stima, che ricambio, e non me la prendo per l'arrabbiatura. Stiamo comunque discutendo da persone civili.
Nel mio commento, intenzionalmente ed esplicitamente, non facevo riferimento alle molestie, né a distinzione tra uomini e donne, perché ritengo che siano secondari rispetto al tema principale.
Tu ritieni che siano secondari, io no.
Io desidero agire in spazi in cui il femminile sia altrettanto presente rispetto al maschile, perché penso che se così non è, allora stiamo perdendo moltissimo. Quanto? Il 50% di quello che potremmo avere.
Temo che certe prese di posizione e certe affermazioni, a dispetto delle intenzioni forse, non siano un incentivo alla partecipazione di tutte e tutti. Non mi riferisco ad Enrico, né voglio puntare il dito contro qualcuno in particolare.
Comprendo il motivo per cui si possa essere leggeri nel fare queste affermazioni, ossia perché si vede il proprio beniamino vittima di un complotto. Ci sta. Dico solo: attenzione a derubricare a fandonie (da uomini) le molestie denunciate da alcune donne. Non perché Stallman sia colpevole, su questo non entro, ma perché non penso si crei un clima invitante. Per me non lo è. Immagino quanto lo possa essere per una donna. Leggo le email di Claudia Giulia e do supporto alla mia immaginazione.
D.
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