Salve a tutti, mio primo post in questa lista. Ho una urgente curiosità. Insegno in una Accademia Statale di Belle Arti. Sono coinvolto in una elezione di rappresentanti di organi collegiali interni, elettorato di alcune decine di persone. In genere, sempre un solo candidata/o per ogni carica (colei o colui che si prende la briga). Di fatto un pro forma. Per comodità, è adottato da alcuni anni un tool di i-vote, https://www.votafacile.it/. A me la scelta non piace, e ho contestato la cosa in tornate elettorali procedenti, ma senza poter entrare in una disamina tecnica delle problematiche, per cui non ho mai avuto tempo. Osservo che: -- le credenziali per entrare nel server ed esprimere il proprio voto, sono inviate per email in chiaro; -- il contratto tra l'Istituzione e votaFacile, non prevede nessuna clausola specifica relativa all'aspetto elettorale del servizio; -- il codice dell'applicativo elettorale non è pubblico; -- prima di esprimere il voto, è richiesta da votaFacile all'elettore di sottoscrivere - via click- una liberatoria privacy; -- ovviamente non vi è nessun controllo che ciascuno voto sia espresso personalmente; -- capisco che i commissari di seggio elettorale possono - circa i risultati - solo prendere atto della comunicazione proveniente dal server (ma non hanno nessun accesso fisico al server); -- credo venga assicurato che non si può risalire dal voto all'IP del votante (ma senza alcuna spiegazione di come non sia possibile); Chiaramente, capisco che modalità di voto telematico sono ormai presenti in molte situazioni, e ripeto, nel caso in questione è un pro forma. Però a me sembra che il tool sia veramente troppo semplicistico, e che ad adottarlo in una Istituzione pubblica di istruzione superiore si dia veramente un cattivo esempio, o un buon esempio di cattiva digitalizzazione. Ci sono criteri/standard minimi per il voto a distanza in modo da poterlo considerare una cosa seria? Quali? Grato di pareri e/o suggerimenti al riguardo. saluti mario (chiari)