14.05.2012
Nomine Agcom, chance da non sprecare
JUAN CARLOS DE MARTIN
Immaginiamo di essere nel maggio 2019, sette
anni da oggi. Negli Usa, dopo gli otto anni di Obama, la prima
presidente donna degli Stati Uniti potrebbe star già pensando alla
rielezione. Il presidente francese Hollande potrebbe essere già
nel secondo anno del suo secondo mandato.
Gli esseri umani sulla terra saranno circa 7,6 miliardi, ovvero,
600 milioni in più rispetto a oggi.
In Italia, invece, sappiamo per certo che saranno ancora in carica
i presidenti e i commissari delle autorità per le comunicazioni
(AgCom) e per la privacy che Governo e Parlamento eleggeranno
nelle prossime settimane. Sette anni, infatti, dura il mandato dei
componenti delle Autorità. Un tempo molto lungo che ha i suoi
buoni motivi - in particolare per garantire stabilità al variare
delle maggioranze - ma che allo stesso tempo richiede un altissimo
senso di responsabilità da parte di coloro che li sceglieranno.
Oggi ancor più che in passato. Quei presidenti e quei commissari,
infatti, presiederanno con ampi poteri regolatori un periodo non
solo lungo in termini di anni, ma quasi certamente cruciale dal
punto di vista storico. Molti elementi, infatti, fanno ritenere
che nei prossimi anni faremo collettivamente scelte decisive in
merito sia al futuro di Internet, la tecnologia del XXI secolo,
sia della protezione dei dati personali, il nuovo petrolio che fa
gola a interessi colossali.
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