@Giancarlo: il problema in Europa è solo dell'Italia e della Spagna (i Paesi con i tassi di pirateria più alti), mentre in Paesi UE come l'Inghilterra, l'Olanda e i Paesi scandinavi, che hanno mercati digitali maturi e sviluppati per i contenuti, l'enforcement civile funziona abbastanza bene ed è la giurisprudenza (non l'AGCOM) a elaborare i criteri di applicazione delle misure tipo il blocco dell'accesso a piattaforme (per esempio concedendo ai titolari di diritti la possibilità di chiedere misure a protezione per interi repertori, e non per singole opere o stabilendo quando un sito, per le proporzioni del materiale non autorizzato, possa ritenersi 'structurally infringing', etc). E anche a voler stabilire un paragone tra l'Italia e gli USA, non credo che il confronto regga perché negli USA il ricorso al sequestro penale è stato giustamente confinato a ipotesi eccezionali, controverse (per es. cyberlockers tipo Megaupload) e da prima pagina di giornale. Per noi il sequestro penale è l'unica misura efficace: non c'è molto di cui rallegrarsi. Esiste un problema italiano nell'applicazione di rimedi civili a tutela del diritto d'autore (che non è solo il diritto delle criticatissime, e spesso a ragione, major, ma quello anche degli autori e dei produttori indipendenti virtuosi, che sono molti, in Italia). Ormai l'enforcement gli autori e i piccoli produttori non lo prendono neppure in considerazione per quanto è inefficace e per quanto è impossibile da azionare con l'italica versione del notice-and-takedown, che presuppone il ricorso a una autorità giudiziaria o amministrativa (la legge del 2003 menziona anche l'autorità amministrativa, anche se in modo generico: sic). Non è un caso che gli unici Paesi che hanno emanato o stanno considerando l'emanazione di un regolamento amministrativo per la tutela del diritto d'autore siano l'Italia e la Spagna, e cioè quei Paesi in cui il meccanismo di 'notice' passa dall'autorità per un controllo preventivo di legalità, che lo rende inutile, costoso, inefficace, etc. Non è un caso che la Commissione UE stia studiando il modo di rendere questo meccanismo uniforme ed efficace in tutta Europa. Nessuno dice che il controllo di legalità non ci debba essere, ma il nocciolo della questione è *come* questo controllo debba aver luogo. Ciò detto, anch'io sono convinto che l'enforcement sia solo un aspetto del diritto d'autore, che in Italia è stato trascurato ('tanto rumore per nulla'), ma chissà perché il dibattito italiano su aspetti come la gestione dei diritti, la SIAE, etc si riduce sempre a brevi frasi tipo 'servono nuovi modelli di business', 'siamo contro la pirateria, ma...', 'la SIAE ha fatto questo e quest'altro di male, etc', 'Occorre maggiore flessibilità: Creative Commons è la soluzione': tutte cose che hanno sempre un fondo di verità, ma evitano un'analisi seria e costruttiva dei problemi che relegano l'Italia nella periferia dell'Europa. @Carlo: beati voi in California! Un caro saluto, Giuseppe Il giorno 12 agosto 2013 23:21, GC F <gcfrosio@gmail.com> ha scritto:
Noto comunque, che la medesima disfunzione giustamente stigmatizzata da Giuseppe si e' verificata anche negli Stati Uniti, con utilizzo dello strumento penale e concessione del sequestro preventivo, poi sconfessato a distanza di circa un anno mi pare (blocco di rojadirecta nel 2011 e restituzione del domain nell'estate del 2012). Quindi il problema e' globale e non limitato solo alla nostra giurisdizione.
Quindi mi pare di capire che tutto e' rimandato a dopo l'estate. Se potete, mi fornite delle date precise per il riesame e quel che dovrebbe succedere nelle prossime tappe.
Ringrazio Marco per il link all'ordinanza civile di Roma. C'e' qualche possibilita' di vedere la decisione di Milano?
Giancarlo
2013/8/12 Fulvio Sarzana <fulvio.sarzana@lidis.it>
Transgender e' la parola adatta per definire provvedimenti non supportati da norme primarie di Legge. Tra l'enforcement amministrativo, frutto di un doppio binario mai previsto in queste forme dalla legge, senza alcuna garanzia di contraddittorio ( per tempi e modi) preferisco ( ma è la legge a prevederlo) una tutela penale, che garantisce almeno la possibilità ( ad esempio con il riesame) di difendersi. Piuttosto ciò che ritengo imprescindibile e' una preparazione al passo con j tempi delle forze dell'ordine e della Magistratura, che a volte operano in questo campo senza le necessarie competenze o con una idea preconcetta dei fenomeni non lucrativi ( che diventano lucrativi con artifici procedurali). Prima di bollare procedimenti civili e penali come " inutili" attenderei: vedrete fra l'altro che nelle prossime settimane ( al netto del caso rojadirecta che attualmente è' in pausa vista l'estate incipiente) avrete sorprese positive per i titolari dei diritti proprio dal Punto di vista processuale. Piuttosto, ho sentito tanti Colleghi ( parlo di avvocati e non di altre soggetti) interessati all'enforcement amministrativo ed alle relative prospettive, ma pochi al di l del Prof Ricolfi, che si pone come una vera e propria stella polare d diritto d'autore in rete e di Carlo Blengino, sempre lucido nelle analisi sui diritti civili ( e, ovviAmente l'amico Scialdone), piu un pugno di giovani Colleghi molto bravi, si sono interessati al profilo positivo del diritto d'autore dal punto di vista dei diritti degli utenti, al punto di contrapporre una cultura della legalità, alla pura e semplice repressione. E questo, almeno per me e' il profilo più triste, di questa estate ( forzata) del copyright.
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Il giorno 12/ago/2013, alle ore 18:59, Carlo Blengino < blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
Sante parole Giuseppe! La via penale costa poco agli "attori"; fa rumore; raramente concede contraddittorio, chè i processi non si fanno mai e restano delle inutili, sommarie e dannose ordinanze cautelari che vagano come mine nel cyberspazio italiano... Adesso avremo anche i provvedimenti transgender di AGCOM... Saluti dalla California (ma in vacanza con la famiglia...) C.
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Il giorno 12/ago/2013, alle ore 04:08, Giuseppe Mazziotti < giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
Ciao Giancarlo,
mi associo alla tua richiesta, e ti ringrazio per averla inviata alla lista. Forse ormai ci siamo abituati, e ciò la dice lunga sullo stato delle nostre leggi e della nostra giurisprudenza, ma trovo assurdo che per le violazioni del diritto d'autore in Italia si possa/debba agire ancora con lo strumento del sequestro penale, privo di per sé di quelle garanzie e della profondità analitica dei procedimenti civili, che in Italia non sono di fatto utilizzati in questa materia. Il diritto d'autore fino a prova contraria è un diritto soggettivo, e dovrebbe trovare adeguata tutela presso i tribunali civili. In Italia siamo al paradosso: tra qualche tempo potremmo avere procedimenti penali e amministrativi a tutela del diritto d'autore (se passa il regolamento AGCOM), ma non quelli civilistici... è una grave anomalia che tanto il legislatore tanto gli operatori del diritto non hanno saputo o voluto correggere nell'ultimo decennio, relegando l'Italia in una situazione di arretratezza economica e culturale oggi difficilmente recuperabile. Sentenze e ordinanze penali a parte, ad oggi non abbiamo una giurisprudenza (case law) degna di questo nome e non abbiamo sviluppato concetti e interpretazioni in grado di far capire a autori, produttori, intermediari on-line, investitori, consumatori, utenti cosa sia lecito e cosa - invece - no. C'è una polarizzazione del dibattito, e un manicheismo delle posizioni, che rende il dibattito drammaticamente improduttivo (e isolato dal resto dell'Europa e del mondo).
Non sono a favore della criminalizzazione degli illeciti in questa materia; mi piacerebbe però avere una giustizia moderna ed efficiente, che incoraggi investimenti qualificati e qualificanti.
Curioso di sapere il parere degli altri in lista. Un caro saluto, più modestamente, dalle Marche :)
Giuseppe
Il giorno 12 agosto 2013 11:26, GC F <gcfrosio@gmail.com> ha scritto:
Non so se sia gia' girata in lista, mi pare di no e in rete non riesco a trovarla, ma qualcuno potrebbe girarmi una copia della decisione rojadirecta del Tribunale di Milano. Vorrei scrivere della vicenda per il blog del CIS di Stanford Law, dove da pochi giorni ho cominciato una residential fellowship, occupandomi in particolare di intermediary liability.
La questione suscita parecchio interesse qui anche perche', tra l'altro, proprio Mark Lemley di Stanford aveva difeso Rojadirecta nella causa statunitense.
Ogni aiuto sarebbe apprezzatissimo. Penso soprattutto a Fulvio che si occupa direttamente della vicenda. Magari, potrei anche includere un commento dei diretti interessati sullo stato del riesame.
Vorrei preparare il post entro la fine della settimana.
Un saluto dalla California,
Giancarlo
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