On March 6, 2019 8:44:59 AM UTC, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:
Caro Giacomo
grazie mille per l'apprezzamento del video. Sono interessato a sentire il feedback se lo fai vedere a bambini più piccoli. Mi sarebbe piaciuto enormemente sviluppare il tema, ma la RAI ha un budget limitato sulla cultura...
Appena ne avrà voglia, inizierò a mostrarlo alla mia maggiore (10 anni) e ti farò sapere cosa comprende e cosa no. Devo dire che io non avrei idea di come far simulare una macchina di Turing con cartoncino in modo ordinato a dei ragazzi. Probabilmente è semplicemente sintomo di ignoranza da parte mia. Ma mi sento veramente indignato a pensare che le mie tasse NON vengono spese dalla Rai per un progetto come questo. Viviamo certamente tempi oscuri, ma si può dimenticare così spudoratamente la propria missione di servizio pubblico? Se penso al vecchio progetto UniNettuno... ok veniva trasmesso in orari improponibili ed era certamente un formato più "carico"... ma almeno era Cultura.
Sulla definizione di informatica, da un lato ti rispondo con un'osservazione di Knuth del 1974 "the underlying concepts are much more important than the name", da un articolo che cito spesso (e che consiglio) Computer Science and Its Relation to Mathematics, The American Mathematical Monthly, 81(4):323-343, Apr. 1974. http://www.maa.org/programs/maa-awards/writing-awards/computer-science-and-i...
Bell'articolo. La prospettiva di Knuth appare molto pragmatica (ok, parliamo di Knuth, ma è pur sempre statunitense! :-D), ma non tiene conto di un aspetto fondamentale: le parole che usiamo per descrivere la realtà determinano la nostra comprensione della stessa. Una parola apre o chiude a relazioni con altre parole nelle nostre menti, individuali e collettive. Computer Science (o Computing Science o Datalogi o Databehandling) sono tutte estremamente riduttive in confronto al francese Informatique. Ed alcune delle apparenti difficoltà descritte da Knuth derivano da questa frettolosa limitazione, che non è solo di segno, ma di significato. Infatti Knuth parla di Informatica come studio degli algoritmi. Algoritmi che sono informazioni nella mente di chi li conosce o dati sui testi che li descrivono (codice sorgente fra questi). Algoritmi che sono certamente fondamentali. Ma altrettanto fondamentale è l'interfaccia utente. Altrettanto fondamentali sono le dinamiche di composizione del software. Altrettanto fondamentali sono gli aspetti legali. O i metodi di sviluppo. I paradigmi di programmazione. E sono tutti aspetti fortemente interconnessi, perché tutti lavorano nella mente e sulla mente del programmatore / utente.
Dall'altro, il dire è scienza/tecnologia/ingegneria o tutte queste cose insieme o una cosa ancora diversa ha un significato, per me, essenzialmente "politica". Io dico che è "disciplina scientica" perché in questo momento storico questo è l'approccio che ritengo migliore per far sì che venga insegnata a tutti nella scuola (http://www.informatics-europe.org/news/434-inf4all.html). Per fare politica, dobbiamo usare categorie che la gente capisce e comprende, e che sono utili al raggiungimento dell'obiettivo.
Caspita che bel goal di contropiede! :-D Beh hai probabilmente ragione. Credo sia un po' come andare a pesca... devi dare ai pesci qualcosa che piaccia loro se vuoi prenderli. Non so cosa rispondere. Vi intuisco un rischio, ma non riesco a focalizzarlo. Probabilmente mia inesperienza.
Usare il termine "Pensiero computazionale" è interessante dialetticamente, ma va fatto con cautela. Ne ho parlato recentemente su Communications of ACM https://cacm.acm.org/magazines/2019/2/234348-do-we-really-need-computational...
Grazie della segnalazione. Bel articolo con interessantissimi approfondimenti. Si direbbe che vi siano larghe sovrapposizioni fra le nostre intuizioni e intenzioni. Non concordiamo appieno sulla fondamentale e soverchiante importanza della Informatica come studio della Informazione (e dunque di tutto ciò che gli uomini possono condividere/comunicare/ricordare collettivamente), ma non sono in molti a concordare con me su questo... :-D
Ciao, Enrico
Ciao e grazie della chiaccherata. Giacomo