10.02.2011
Agenda digitale l'Italia è in ritardo
JUAN CARLOS DE MARTIN
Incalzata dalla competizione globale e con una
popolazione sempre più anziana, come potrà l’Europa garantirsi un
futuro all’altezza del suo passato recente? In altre parole, come
fare a garantire un tenore di vita adeguato, uno sviluppo
rispettoso dell’ambiente, società coese e inclusive, elevati
livelli di occupazione? Per la commissaria europea Neelie Kroes
non ci sono dubbi: il futuro dell’Europa passa per un governo
delle trasformazioni digitali che stanno cambiando il mondo
intorno a noi, un piano per cogliere fino in fondo le opportunità
offerte dalla rete. È lì il motore non solo della nostra
produttività futura, ma anche di una società più dinamica, più
colta, più rispettosa dei diritti fondamentali. È per questo che
nel maggio 2010 la Commissione Europea ha pubblicato «Un’Agenda
Digitale per l’Europa», un documento strategico che articola
intorno a otto temi principali un piano di azione, con obiettivi e
scadenze, sia per la Commissione sia per i Paesi membri
dell’Unione. A giugno si terrà già la prima assemblea plenaria,
durante la quale verranno valutati i passi in avanti dei singoli
Paesi rispetto a una serie di indicatori.
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