Buongiorno, Scusate, ho cercato di essere breve ma meno di questa lunga email non riesco a scrivere senza perdere contesto: chi non è interessato al riutilizzo delle opere in pubblico dominio e alla rielaborazione delle informazioni in esse contenute è pregato di ignorarmi. Breve premessa per contestualizzare: nell'azienda con la quale collaboro vorrei occuparmi di sistemi e strumenti per codifica ed elaborazione di testi (letterari, scientifici... qualsiasi) e vorrei farlo potendo *commercializzare* sia gli strumenti che **i testi** [1] così codificati e (ri)elaborati, anche in maniera creativa e fantasiosa; tra l'altro, nel farlo _voglio_ che chiunque, senza chiedermi il permesso, possa a sua volta (ri)elaborare i testi (ri)elaborati per poterci costruire sopra qualsiasi attività commerciale gli venga in mente. Insomma concetti familiari che stanno alla base del software libero e che vorrei vedere maggiormente applicati anche nelle "digital humanities" con le CC-BY e CC-BY-SA. Prendo ad esempio i testi resi disponibili da http://www.bibliotecaitaliana.it/ ma non sono certo l'unico esempio di distribuzione problematica di testi tratti dal pubblico dominio. In sintesi questo è il progetto: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Biblioteca Italiana è una biblioteca digitale di testi rappresentativi della tradizione culturale e letteraria italiana dal Medioevo al Novecento, che conta nel proprio catalogo più di 3500 titoli. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- La stragrande maggioranza (credo tutti) dei testi pubblicati sono in pubblico dominio ma la Biblioteca Italiana distribuisce i testi (codificati in TEI, uno schema XML dedicato alla marcatura semantica di testi) con questa restrizione: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Posso scaricare liberamente i testi? Si, ricordando però che sono coperti da copyright: pertanto in caso di pubblico riutilizzo è doveroso citare Biblioteca Italiana come fonte, esattamente come si farebbe con un libro. È ovviamente vietata ogni forma di riutilizzo a scopo commerciale. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (tratto dalle FAQ http://www.bibliotecaitaliana.it/page/735) «Ovviamente vietata...», divertente :-D Mi sono imbattuto in questi testi perché sto studiando il progetto https://dracor.org/, un bellissimo progetto che ruota attorno al concetto di "Programmable Corpora": quando ho letto *programmable* non ho potuto fare a meno di "saltargli addosso" per ovvii motivi [2]. Ma stiamo sul pezzo: ogni testo incluso nel corpora italiano [3] è tratto da quelli pubblicati da Biblioteca Italiana e quindi riporta questo "publication statement": --8<---------------cut here---------------start------------->8--- <availability> <p>Questa risorsa digitale è liberamente accessibile per uso personale o scientifico. Ogni uso commerciale è vietato</p> </availability> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Cioè in pratica un copyright classico, manco un CC-BY-NC. Questa "sampling declaration": --8<---------------cut here---------------start------------->8--- <samplingDecl> <p>Tutti i materiali paratestuali della fonte cartacea non riconducibili alla responsabilità dell'autore dell'opera sono stati soppressi nella versione digitale</p> </samplingDecl> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Quindi tutto il testo è quello originale dell'autore (Manzoni, Foscolo, Goldoni), cioè è in pubblico dominio, e sono state eliminate tutte le marginalia eventualmente presenti nel testo stampato di riferimento. In altre parole il parole Biblioteca Italiana (Sapienza Università di Roma, Biblioteca Europea di Informazione Cultura, Istituto Centrale per il Catalogo Unico e MiBAC) pubblicano testi in pubblico dominio marcati TEI con un copyright classico. Non è così per tutti i testi contenuti nei repository di https://dracor.org/, quelli in tedesco per esempio sono distribuiti in CC0 (Public Domain) perché presi da https://www.textgridrep.org/ mentre quelli in francese sono in CC-BY-NC-SA perché presi da http://theatre-classique.fr Ho due domande per chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui: 1. è possibile redistribuire un'opera in pubblico dominio con una licenza diversa "solo" perché la si codifica semanticamente, con TEI per esempio? 2. accademici di tutto il mondo: mi spiegate con parole semplici cosa avete contro l'uso commerciale delle opere in pubblico dominio da voi arricchite e ripubblicate? Lo sapete che così le "vostre" opere non sono più libere, non sono "Free Cultural Works" [4]? 3. non sarebbe il caso che progetti finanziati con fondi pubblici producano opere liberamente riutilizzabili, *ovviamente* anche ai fini commerciali? Chiudo fornendo un esempio di uso commerciale creativo: il merchandising https://dracor.org/doc/merch. Vendere un poster come "Distant-Reading Showcase: 465 German-Language Dramas at a Glance (DHd2016, Leipzig)" ma rielaborato per "Italian-Language Dramas" NON sarebbe possibile a causa della restrizione del copyright. Tutto il resto è spiegato in «The case for Free use: reasons not to use a Creative Commons -NC license» [4] Saluti, Giovanni. [1] vuoi mai che un giorno qualcuno sia addirittura disposto a pagare la mia organizzazione per (ri)codificare i testi di altri :-O [2] semplicemente: The book is a program. (https://docs.racket-lang.org/pollen/Backstory.html) [3] https://github.com/dracor-org/itadracor/tree/master/tei [4] https://freedomdefined.org/index.php/Licenses/NC -- Giovanni Biscuolo