Due domande per G. Attardi: On Wed, Feb 26, 2020 07:23:01 AM +0100, Andrea Glorioso wrote:
On Tue, Feb 25, 2020 at 3:12 PM Giuseppe Attardi <[1]attardi@di.unipi.it> ... È per questo che secondo me bisognerebbe ragionare sui dati collettivi come di un Common Good, la cui proprietà non è dei singoli, ma della comunità.
a monte di questo, bisognerebbe ragionare sul fatto che certi insiemi di dati collettivi non dovrebbero proprio esistere/essere creati, perche' dopo sarebbe difficilissimo impedirne deanonimizzazione (correlandoli con altri insiemi) o altri abusi, no?
Chiunque accoglie dati da cittadini o da fonti pubbliche, dovrebbe non esserne proprietario ed essere obbligato a renderli accessibili a chiunque a condizioni eque.
Qui dopo "accoglie dati" manca almeno un "non sensibili", no? Marco -- M. Fioretti http://mfioretti.com http://stop.zona-m.net Your own civil rights and the quality of your life heavily depend on how software is used *around* you