05.09.2011
Internet sfida e occasione per le librerie
JUAN CARLOS DE MARTIN
A volte dico, esagerando un po’, di essere
cresciuto in una libreria. Una piccola libreria indipendente di
Torino i cui proprietari, marito e moglie, per anni accettarono -
sempre col sorriso sulle labbra - di aver tra i piedi, a volte per
interi pomeriggi, un ragazzino che sfogliava molto e comprava
poco. Ragazzino che quando non era da loro era a perlustrare gli
scaffali della non lontana biblioteca civica. Quanta gratitudine
nei loro confronti (che spero stiano bene) e anche nei confronti
della mia città, che mi garantì, in un momento cruciale della mia
formazione, il diritto di accedere gratuitamente a libri e
riviste. Da allora sono diventato quello che gli analisti chiamano
un «lettore forte», ovvero, qualcuno che sa fin troppo bene cosa
significhi comprare libri, sia in Italia sia all’estero. Allo
stesso tempo però sono diventato un forte utilizzatore di qualcosa
che Rocco Pinto - e la cosa un po’ mi sorprende - non menziona mai
nella sua lettera, ovvero, di Internet. E da utilizzatore di
Internet mi sembra impossibile parlare oggi di libri, librerie e
biblioteche senza prendere in considerazione l’impatto delle
tecnologie digitali inclusi gli eBook, altra parola che non
compare nella lettera di Pinto.
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