Buongiorno nexiane, mi perdoni Carlo Blengino per la domanda a bruciapelo: ma tutto questo una amministrazione comunale può farlo in questi termini? É legale? della «Smart Control Room» di Venezia è già stato scritto qui, ma le informazioni in questo odierno articolo del Il Post (se veritiere) forniscono il definitivo quadro inquietante. https://www.ilpost.it/2022/06/10/venezia-smart-control-room/ «La stanza dove si vede tutto quello che succede a Venezia» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] In parte serve a studiare, e se possibile prevedere, certi comportamenti di residenti e turisti; in parte ha l’ambizione di aumentare l’efficienza dei servizi offerti, ma anche la sicurezza e il cosiddetto “decoro”. [...] Secondo il sindaco Luigi Brugnaro, la Smart Control Room rappresenta «un’idea nuova di controllo della città», secondo Simone Venturini, assessore al Turismo, «un controllo totale». TIM, che si è occupata della parte tecnologica del suo sviluppo, la definisce «un unicum a livello nazionale ed europeo nel panorama dei progetti di “Smart City 2.0”» e nel video in cui la presentò citò espressioni come 5G, Internet of Things, Big Data Analytics, Artificial Intelligence e Cloud Computing. [...] Vinse TIM e nel settembre del 2020 la Smart Control Room, finanziata con fondi europei e comunali, fu presentata nella nuova sede della Polizia locale. [...] In riferimento a quanto succedeva fino al 2020, Bettini dice: «non è che mancasse la possibilità di visualizzare i mezzi del trasporto pubblico locale in tempo reale», solo che «ognuno vedeva i dati di propria competenza», spesso in luoghi e in sistemi tecnologici diversi. Secondo Bettini «l’intuizione che ha avuto il sindaco è stata di aprire le scatole per portare tutto al centro», e avere informazioni il più possibile coordinate e condivise che consentono agli operatori della Smart Control Room di avere «una visione complessiva della città, così da essere più efficaci e puntuali nella gestione dei problemi». [...] Gran parte di ciò che ha a che fare con gli spostamenti delle persone è gestito invece attraverso i dati provenienti dalle celle telefoniche a cui si agganciano i telefoni cellulari di residenti, pendolari e turisti. «Acquisiamo dall’operatore telefonico i dati derivanti dal traffico che ciascuna sim produce quando si collega con l’antenna», spiega Bettini: «e questi dati ci danno una misura piuttosto attendibile delle presenze sul nostro territorio. Partendo da dati che riguardano un «campione significativo» e che sono poi rielaborati con «gli opportuni algoritmi», dalla Smart Control Room si può sapere quante persone sono o sono state a Venezia o in un determinato luogo di Venezia: nel caso degli italiani, da che «area censuaria» provengono, nel caso degli stranieri da quale paese. Dati di questo tipo, ci tiene a precisare Bettini, sono anonimi [1] [...] Dalla Smart Control Room si può sapere, sempre attraverso i dati delle celle telefoniche, quante persone provenienti da Chioggia erano a Venezia in un dato momento [2], quante sono nell’aeroporto della città o da quali paesi provengono più turisti: nell’ordine, per quanto riguarda i primi giorni di giugno, da Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Spagna. [...] c’è Mattia Bernello, 27enne agente della polizia locale [...] arrivato dopo aver lavorato nella centrale operativa della polizia, dopo un apposito corso di «quasi 300 ore». Dice che il tipo di attività che si possono svolgere grazie alla Smart Control Room è «abbastanza immenso» [...] Si aspetta, inoltre, che in futuro la Smart Control Room possa contribuire a «prevedere determinate situazioni e reagire prima che queste accadano». [3] [...] La Smart Control Room, dice Maniero, «è in grado di avere una supervisione su tutto e su tutti». [...] Il Corriere della Sera l’ha presentata come la «sentinella hi-tech che sorveglia ogni angolo di Venezia» e ha aggiunto che, visitandola, «sembra di entrare in un film di fantascienza». [4] [...] la newsletter italiana Privacy Chronicles, che ha circa 500 iscritti e che della Smart Control Room si occupò dopo che se ne era parlato per questioni legate al turismo e ai pernottamenti, scrivendo: Che succede quando uniamo prenotazioni riferibili a persone identificate a un sistema di controllo come quello della Smart Control Room? Beh, succede che abbiamo tutti i presupposti per far diventare Venezia una gabbia a cielo aperto. Il sistema di prenotazione consentirà all’amministrazione comunale di identificare ogni singola persona in visita presso Venezia, mentre la Smart Control Room permetterà di sorvegliarne spostamenti e modalità di soggiorno. Incrociare i dati, secondo necessità, sarà un gioco da ragazzi. I turisti (italiani e stranieri) sono consapevoli che saranno sottoposti a sorveglianza continuativa dal momento in cui metteranno piede a Venezia fino al momento in cui usciranno? E i residenti? Chi lavora alla Smart Control Room insiste sul fatto che i tantissimi dati sono aggregati e anonimi, e di conseguenza legittimi. «A noi qui interessa studiare i fenomeni e monitorare il territorio» dice Bettini, «non andare a fare operazioni che non sono nemmeno legittime». Videosorveglianza esclusa, spiega Bettini, il sistema ha già raggiunto i «50 terabyte di dati archiviati», pari a 50mila gigabyte. Almeno in parte, alcuni dubbi e scetticismi sulla Smart Control Room sono dovuti alle sovrapposizioni e delimitazioni non sempre chiare tra ciò di cui si occupa la polizia locale, per questioni di traffico, sicurezza o decoro e ciò che invece rientra in interessi di altro tipo, per esempio di analisi e gestione del turismo. Intanto, ci sono diversi progetti – in certi casi già piuttosto avanzati, come nel caso di Firenze – con cui altre città puntano a replicare quanto fatto da Venezia. Nell’immediato futuro, comunque, Bettini dice di essere molto interessato a come «università e istituti di ricerca stanno studiando modalità per studiare i dati [della Smart Control Room] e fornire nuovi modelli analitici e predittivi». E aggiunge che «dopo questa fase di avvio il sistema si vuole aprire all’esterno, per quanto possibile». --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «prevedere comportamenti», «aumentare sicurezza e decoro», «controllo totale» basato su «Big Data Analytics, Artificial Intelligence e Cloud Computing», «area censuaria» dei turisti, «prevedere determinate situazioni e reagire prima che queste accadano»... così, come fosse Antani. sull'anonimita dei (meta)dati CENTRALIZZATI in quella control room, direi che sarebbe il caso che TUTTI quelli che si occupano di questi progetti facciano un corso di 300 ore gestito, chessò, dalla Polizia Postale, eh? (Suggerimento: i dati della SIM sono anonimi?!? Come diavolo si calcola l'«area censuaria» dei turisti anonimi?... É scritta in fronte come Jo Condor (cit.)?) ... così magari la smettiamo di continuare a diffondere queste baggianate, perché non se ne può più è tutto pronto per passare la Smart Control Room direttamente nelle mani dell'azienda cinese che si comprerà Venezia, Firenze...? Saluti, 380° [1] nota mia: mente spudoratamente, non sapendo di mentire?!? [2] nota mia: col prossimo aggiornamento del sistema, incrociando i dati del sistema sanitario nazionale anche il loro stato vaccinale... ma non l'indirizzo di casa, sia mai! [3] nota mia: tipo prevenire reati prima che vengano commessi? Mi vengono i brividi quando constato che certe persone non hanno il benché minimo pudore a dichiarare pubblicamente cose del genere, ma si ascoltano? [4] nota mia: "Minority Report", "Brazil" il molto più angosciante "The Truman Show"? -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.