Grazie a Guido per il chiarimento.
Mi pare vi siano due scenari.
Il primo scenario è che la dicotomia dato personale/dato non personale sia superata, insostenibile, sbagliata o quant'altro. Non mi pronuncio in merito. Ma in questo scenario, l'eliminazione di vincoli alla localizzazione dei dati (all'interno dell'UE, ovviamente) introdotta dal nuovo Regolamento non mi pare cambi granché, dato che (correggetemi se sbaglio) tali vincoli sono già illegali con la GDPR, e di fatto con la Direttiva sulla Protezione dei Dati Personali del 1995, uno dei cui obbiettivi era proprio garantire la libera circolazione dei dati personali all'interno dell'UE (ed EEA) fatto salvo un livello minimo di protezione.
Il secondo scenario è che invece vi siano dati che non sono personali ai sensi della normativa vigente. Io faccio sempre l'esempio dei dati metereologici, che mi pare difficile definire "personali". In tale scenario, l'eliminazione di vincoli alla localizzazione di tali dati non impatta la protezione dei dati personali e - almeno secondo Commissione, Parlamento e Consiglio dell'UE, altri possono ben avere opinioni discordanti :) - favorirebbe la crescita in scala e ampiezza dei servizi relativi.
Ciao,
Andrea
Il giorno lun 8 ott 2018 alle ore 10:45 Guido Noto La Diega
<noto.la.diega@gmail.com> ha scritto:
>
> Ciao Andrea
> La premessa superiore era proprio la insostenibilità della dicotomia personale/non personale.
Tecnicamente l'inesistenza di tale dicotomia è chiara.
Può bastare un mac address per tracciare, manipolare e successivamente
identificare una persona.
Ma dal vostro dialogo non riesco a capire se sia stata superata a
livello giuridico o meno.
Mi posso aspettare che un giudice comprenda che tutti i dati di
origine umana sono personali, o no?
Giacomo
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