Buongiorno Andrea,
il mio riferimento al preemptive strike ed alla "gouvernementalité
algorithmique" stava solo ad indicare il rischio che i tempi non
fossero ancora maturi per discutere di questo tema in un documento
come la Dichiarazione. In questo senso, temevo che esprimersi oggi
- nel bel mezzo dell'hype big data (almeno nell'arretrata Italia)
- su temi di questo genere, e per di più in una dichiarazione che
si richiama ai diritti umani fondamentali, rischiasse di
affibbiare al concetto di "gouvernementalité algorithmique" dei
connotati ancor più foschi di quelli che già il termine evoca
(almeno in me).
Da un lato, infatti, non mi sfugge il rischio che approcci
algoritmici possano essere abusati; dall'altro, mi pare che - in
particolare in Italia - ci siano ampi spazi per usare in modo più
o meno ragionevole alcuni automatismi nel governo di molti
processi... certo, senza dimenticare che i dati - opportunamente
torturati - dicono qualunque cosa, né che l'evidence
based-policy-making è un po' come la legge, che si può
interpretare per gli amici ed applicare contro i nemici.
Insomma, volevo solo dire che sono terreni scivolosi, connessi in
modo indistricabile alla "moda" dei big data, e che dunque mi
pareva saggio rimandare un esplicito trattamento del tema.
Poi - non l'ho detto prima, ma lo aggiungo ora - è forse
ingeneroso dire "zéro" sul tema "gouvernementalité algorithmique".
Una parte che mi pare "pacifica", ma comunque utile da ribadire e
rilevante in tema c'è già, dove si parla di trattamenti
automatizzati:
"Nessun atto, provvedimento giudiziario o
amministrativo, decisione comunque destinata ad incidere in
maniera significativa nella sfera delle persone possono essere
fondati unicamente su un trattamento automatizzato di dati
personali volto a definire il profilo o la personalità
dell’interessato."
Questo è forse buon senso, ma utile da mettere nero su bianco, a
scanso di equivoci e paradossi futuri. Da un lato, niente
provvedimenti giudiziari o amminstrativi automatici che incidano
in modo significativo sulle persone. Dall'altro, spazio per
sperimentare ordinanze automatiche per chiudere le scuole e
mandare sms alle famiglie quando l'allerta meteo supera un certo
livello e c'è abbastanza preavviso... Per i casi intermedi, c'è
forse bisogno di sperimentare ancora un po' (e, nel mio caso,
studiare ancora un po', anche l'interessante articolo che hai
linkato nel tuo post:
http://works.bepress.com/cgi/viewcontent.cgi?article=1053&context=antoinette_rouvroy).
My two cents,
Federico
On 10/15/2014 01:56 PM, Antonio Casilli wrote:
Buondì Federico,
(e buongiorno tutti dato che è il mio primo messsaggio alla lista)
interessante la tua precisazione, che condivido: la bozza di dichiarazione ha la qualità indubitabile di spingere verso un bilancimento e non una polarizzazione delle posizioni. Ecco perché i miei punti erano più dei "meh", degli incoraggiamenti a fare di più, che delle critiche.
Curiosità (sincera): perché vedi nella questione della "gouvernementalité algorithmique" una occasione di preemptive strike? O allora ho mal interpretato il senso della frase?
Cheers,
Antonio
----- Mail original -----
De: "Federico Morando" <federico.morando@polito.it>
À: demartin@polito.it, nexa@server-nexa.polito.it
Envoyé: Mercredi 15 Octobre 2014 10:36:19
Objet: Re: [nexa] [Dichiarazione] una prima analisi di Antonio Casilli
Un primo segno del fatto che la Dichiarazione sia un buon bilanciamento
lo ritrovo nel fatto che le parti che sembrano non piacere a Casilli
(omissioni comprese) a me sembrano molto opportune :-)
Sarei spaventato dall'idea che - prima di discuterne seriamente sia a
livello scientifico che politico (almeno in Italia) - si introducesse in
una dichiarazione di questo tipo qualcosa sulla "gouvernementalité
algorithmique"... un preemptive strike nell'ambito dei diritti
fondamentali potrebbe essere avventato ;-)
my two cents,
Federico
On 10/14/2014 06:08 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
Il bravo Antonio Casilli (ricercatore italiano a Parigi da 14 anni)
ha scritto una prima rapida analisi della Dichiarazione:
http://www.bodyspacesociety.eu/2014/10/14/una-magna-carta-italienne-et-bientot-europeenne-pour-internet/
Antonio Casilli, oltre al resto,
ha contribuito al noto rapporto del Conseil d'Etat.
juan carlos
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