Quel che conta è che si utilizzino espressioni proteggibili per creare/addestrare uno strumento che genera espressioni diverse e trasformative rispetto a quelle proteggibili utilizzate come input per l’addestramento. Anche se il processo di training AI si basa su riproduzioni meccaniche di opere nella loro interezza, questo non implica di per sé la violazione del diritto d'autore, se tale riproduzione è votata alla creazione di uno strumento che poi utilizzi quelle riproduzioni meccaniche a fini trasformativi. Ovviamente, come ho cercato di spiegare in precedenza, le posizioni in materia sono molteplici e divergenti, anche in base al sistema giuridico di riferimento. Se conoscesse un poco il dibattito si renderebbe conto che certe sue affermazioni sono forse "ingenue", come già è stato notato mi pare (eg "Anche se poi le aziende forniscono accesso a quelle opere derivate "a pezzetti", le opere sono state integralmente incluse nel processo di programmazione statistica (il "training" della "AI")"). La questione dell'applicazione della "dicotomia idea/espressione" al TDM è proprio relativa al fatto che per estrarre dati, non proteggibili, si debbano effettuare copie meccaniche integrali dell'espressione proteggibile in cui quei dati sono contenuti.
Giancarlo