Buongiorno a tutti, nel mio primo vero giorno da nexiana vorrei provare ad intervenire anchio su alcuni dei punti della lista, anche se, e chiedo venia fin dora per questo, solo con qualche riflessione libera. Non sono una sostenitrice della necessità di una vera e propria regolamentazione di Internet in quanto tale, quanto piuttosto di alcuni aspetti che, per le peculiarità della Rete (e solo in quanto siano effettivamente da considerarsi peculiarità: non lo sono comportamenti, azioni e non-azioni per il solo fatto che si svolgono in Rete o attraverso la Rete) non possano essere ricondotti nellambito applicativo di norme già esistenti che già regolano quei comportamenti offline. E questo sia per evitare uninutile (e dannosa, soprattutto nel nostro paese già inflazionato da una moltitudine di leggi) proliferazione legislativa, sia per scongiurare il rischio di normazioni demergenza, nate sotto linflusso di timori e minacce (veri o presunti) contingenti, che non risultino adeguatamente ragionate e bilanciate sotto il profilo dei diversi interessi in gioco (particolarmente quando tali interessi riguardino libertà fondamentali). Credo anzi che uno dei rischi principali per lo sviluppo della Rete sia, oggi almeno, proprio lattività normativa statale, frutto troppo spesso di scelte non ponderate, o che nascondono fini ulteriori rispetto a quelli dichiarati, esercitata da chi non ha le competenze o linteresse per capire un fenomeno globale e davvero democratico come Internet. Diverso può essere il discorso a livello internazionale/comunitario, laddove non si miri, tuttavia, alla regolamentazione diretta di determinati fenomeni bensì ad una sorta di legislazione negativa, che individui limiti precisi ed invalicabili all(eventuale) intervento degli Stati. Lunico argomento su cui mi parrebbe necessario lintervento statuale, e delle legislazioni regionali, è quello relativo alla diffusione di Internet, allaccesso allo strumento più che al suo uso, così come, se mi è consentito il paragone forse un po grossolano, è garantito costituzionalmente laccesso allistruzione pubblica, o alla sanità, ed è invece lasciata ai singoli la libertà di decidere come esercitare queste libertà. Un gruppo parlamentare che si occupasse dei temi della Rete potrebbe avere un senso se visto come un gruppo di esperti da interpellare in relazione a particolari questioni (potrebbero, ad esempio, studiare argomenti specifici sottoposti alla loro attenzione allo scopo di verificare se vi sia realmente una lacuna, se vi sia necessità di legiferare in materia, ed in quali termini), ma sarebbe forse ancora meglio listituzione di unautorità ad hoc, della quale sia garantita lindipendenza politica e a cui si acceda per esperienza e competenze specifiche e trasversali (non bastano i giuristi, devono esserci tecnici, innanzitutto, ma anche esperti in altre discipline, che siano in grado di valutare limpatto dei cambiamenti introdotti in un campo così delicato). A tale autorità ci si potrebbe rivolgere preventivamente (come avviene anche per il Garante per la protezione dei dati personali, ad esempio) e potrebbe avere poteri consultivi, di impulso e di opposizione rispetto allattività del legislatore, nonché quello di promuovere campagne di sensibilizzazione/educazione rivolte alla popolazione su temi specifici connessi alluso di Internet. Allo stesso modo vedrei utile e positiva listituzione di un Ministero della Rete solo se fosse sinonimo di una sorta di Ministero per incrementare la diffusione e laccesso alla Rete, con poteri di spesa, che portasse avanti politiche di sviluppo e sostegno allinformatizzazione della popolazione (ma non solo: anche P.A. e altri stakeholders), intesa sia come alfabetizzazione informatica a tutti i livelli (non si può pensare solo a chi sta frequentando ora la scuola dellobbligo quando i laureati di molte facoltà come la mia, giurisprudenza incontrano difficoltà anche solo per redigere la tesi: vanno considerate anche le generazioni precedenti), sia come possibilità effettiva di accesso alla Rete, indipendentemente dalle condizioni economiche o dalla posizione geografica. Mi parrebbe invece negativa listituzione di un tale Ministero qualora lo si intendesse come competente in modo più o meno esclusivo a trattare di tutto ciò che riguarda la Rete, poiché ciò probabilmente rafforzerebbe lidea della sua specialità, aumenterebbe la frammentarietà delle attribuzioni fra i diversi Ministeri e le sovrapposizioni e/o conflitti fra di essi, e disperderebbe ulteriormente competenze che dovrebbero rimanere, ratione materiae, ad altri ministeri (es.: cultura, istruzione, ecc.). Se dovessi immaginare un argomento per un progetto di ricerca o se dovessi individuare lindirizzo principale di unassociazione di advocacy, penserei ai diritti di libertà, al modo in cui la Rete ha rivoluzionato il loro esercizio e alle nuove minacce a tali diritti. O, perché no, a nuove libertà che assumono una rilevanza inedita o più accentuata in relazione alla Rete ed a nuovi beni giuridici da tutelare, o a nuovi interessi che fanno comunque capo alla persona. Il tema è necessariamente ampio, ma mi sembra che permetta di accostarsi alle diverse questioni in termini compatibili sia con loggettività della ricerca scientifica che con lattività di unassociazione di advocacy: se, in altre parole, lo scopo è quello di tutelare le libertà fondamentali, la ricerca potrà vertere sulle questioni che si ipotizzano idonee ad incidere (in qualsiasi modo) su tali libertà, senza, mi sembra, per questo solo fatto perdere il carattere di oggettività. In questambito, un tema che mi è particolarmente caro e su cui lavoro attualmente è quello della privacy e dellanonimato in Rete, ma penserei anche allinformazione, al diritto di informare e di essere informati, completamente rivoluzionato dallutilizzo della Rete (soprattutto sul lato attivo, sempre più diffuso anziché accentrato) e fra quelli più esposti a rischi (censura). Chiedo ulteriore venia per essermi dilungata forse un po troppo! Saluti, Silvia Bisi At 20.37 03/01/2010, you wrote:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA" del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21 e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente cercheremo di redarre una sorta di roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita' per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'. I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente) li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto, juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010: 1. In Italia 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ? 1.2. E la maggiore opportunita'? 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'? 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'? 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'? 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte) 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'? 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche? 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'? 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de). O entrambe le cose?
2. In Europa: 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ? 2.2. E la maggiore opportunita'? 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'? 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'? 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'? 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo, 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee? 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de).
3. Nel Mondo: 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione? 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR? 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa