Buongiorno, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
Interessante prospettiva di Francesca Bria.
https://medium.com/@francescabria/recovery-post-covid-19-recuperare-la-sovra...
Alcuni commenti sull'aspetto che mi sta più a cuore: quello infrastrutturale. L'infrastruttura federata NON è la risposta adeguata, servono infrastrutture decentralizzate (Bria lo sa, ha fondato https://decodeproject.eu/ ); passare da un cloud statunitense a un cloud franco-tedesco non mi sembra il miglior modo di costruire la sovranità nazionale digitale [1]. Ci vuole una infrastruttura in cui gli intermediari non siano in grado di ricostruire il contenuto e i partecipanti alle comunicazioni. Ci vuole un'altra Internet. Non ci sono vie di mezzo. ...ma SOPRATTUTTO sarebbe il caso che quando si parla di sovranità sui dati si distingua nettamente tra dati personali, la cui sovranità DEVE essere riconosciuta in capo agli individui e "segreti by design", e dati di interesse pubblico che, appunto, DEVONO essere riconosciuti come "res publica" e di conseguenza a disposizione di ciascun cittadino per qualsiasi scopo, in forma ADEGUATA (linked open data). Per quanto riguarda l'aspetto dello sviluppo tecnologico, non mi pare di vedere che ci sia una proposta di coinvolgimento DIRETTO dello stato [2] nello sviluppo del software libero e del "hardware design" libero, indispensabili per una infrastruttura costituzionalmente libera.... o almeno, a me non pare di trovare un documento su https://www.cdpventurecapital.it che dica chiaramente che il software e i dati prodotti coi finanziamenti erogati siano pubblici: però adesso sono io a essere naïf, vero?!? :-O Il resto è certo interessante ma a me *pare* che tenda a rielaborare concetti liberisti in chiave progressista: misurare la qualità della ricerca in % di PIL, rafforzare il legame tra scienza (università?) e industria (senza dire come, i dettagli fanno ENORME differenza), scienza e ricerca come motore di PRODUTTIVITÁ, creazione di startup e corporate venture capital (viva viva la competizione!), battaglia per la supremazia tecnologica. Argomenti genuinamente NON conservatori sono il richiamo un nuovo sistema di tassazione che metta fuori gioco i paradisi fiscali e il contrasto alla crescente precarizzazione del lavoro; probabilmente questioncine sulle quali purtroppo Francesca Bria non avrà nessuna influenza. Sorvolerei sull'uso spensierato di "rivoluzione femminista", burocrazia smart, "rendere il pubblico sexy" e "automazione industriale che sposta posti di lavoro ben pagati": questi temi meriterebbero convegni di una settimana ciascuno per dire qualcosa di sensato :-D Infine, se poi la "sfida democratica" prende spunto dalla cronaca di oggi delle polemiche su hate speech, fake news e proteste di Black Lives Matter allora faccio troppa fatica a entusiarmarmi: non che non siano "etichette" di questioni serie ma secondo me i problemi che emergono da certo uso delle tecnologie digitali hanno molteplici radici più profonde rispetto ai recenti fenomini di cronaca. [...] Saluti, Giovanni [1] a meno che un giorno nasca una federazione di stati europei, ma quel giorno mi sembra lontano e ho l'impressione che invece che avvicinarsi si stia allontanando ulteriormente. [2] si potrebbe fare di meglio ma non in queste condizioni date -- Giovanni Biscuolo