Così l’umano può difendersi dal postumano
Verrà il giorno, si dice, in cui ci libereremo del corpo e saremo
tutt’uno con il computer. Perché, allora, molti scienziati
chiedono di valutare criticamente tecnoscienza e robotica?
Pubblichiamo una sintesi della lezione tenuta il 23 aprile da
Stefano Rodotà all’università di Perugia.
di Stefano Rodotà, da Repubblica, 28 aprile 2015
Nel 1950 Norbert Wiener pubblica le sue riflessioni su cibernetica,
scienza e società, e sceglie come titolo L’uso umano degli esseri
umani. Parole in cui si coglie l’eco di un tempo cambiato dalla
bomba atomica, che indurrà nel 1956 Guenther Ander a dire che L’uomo
è antiquato, e a scrivere: «Come un pioniere, l’uomo sposta i propri
confini sempre più in là, si allontana sempre più da se stesso; si
“trascende” sempre di più — e anche se non s’invola in una regione
sovrannaturale, tuttavia, poiché varca i limiti congeniti della sua
natura, passa in una sfera che non è più naturale, nel regno
dell’ibrido e dell’artificiale». Questo congedo dall’umano era
cominciato almeno un quarto di secolo prima.
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