Il 29/09/2011 12:28, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Un altro muro cade sotto le spinte del cloud computing:
il browser a bordo del nuovo tablet della Amazon
si appoggia ai server di Amazon.
La motivazione ufficiale e' per aumentare l'efficienza (e non
dubito
che in alcuni casi possa anche essere vero), ma le implicazioni
e le possibili conseguenze sono preoccupanti.
Da leggere con grande attenzioni i "terms of use" quando saranno
disponibili.
Preoccupanti conseguenze e implicazioni, è vero.
C'è però un altro aspetto sul quale riflettere: trovo la soluzione
di Amazon interessante per il copyright. Se le violazioni del
copyright che i server di Amazon necessariamente devono commettere
(per lo meno quando copiano contenuti di terze parti protetti da
copyright) saranno sfidate in tribunale, o il servizio sarà
giudicato illegale, dimostrando a tutti in maniera spettacolare come
il copyright blocchi l'innovazione, o si creerà un interessante
precedente che potrà essere sfruttato da una miriade di altri
servizi con conseguenze veramente intriganti (un'eccezione "de
facto" al copyright?). In entrambi i casi può comunque rappresentare
una spinta per una riforma o quanto meno per una profonda
riflessione sulla totale mancanza di senso del copyright in un
ambiente digitale, copyright che per sostenersi deve basarsi su una
fondamentale incoerenza legislativa: la necessità inevitabile di
mettere un numero naturale sotto copyright che simultaneamente è
tutelata (nei casi nei tribunali) e proibita (non è possibile
mettere sotto copyright un numero).
Con l'occasione approfitto anche per far notare (a proposito di
innovazione e copyright) che tutta Usenet rischia di essere
smantellata per colpa del copyright e di interpretazioni fantasiose
dei giudici:
<http://torrentfreak.com/major-usenet-provider-ordered-to-remove-all-infringing-content-110929>
Ciao,
Paolo