On Mon, 2021-05-10 at 13:53 +0200, Claudia Giulia wrote:
Rispondo in riferimento a ciò che ha scritto M.Calamari. Non entro nel merito della questione Stallman
Ma sù una cosa incredibilmente scivolosa che hai scritto, caro Marco, sì. È necessario chiarire.
Ti sbagli > “Nella mia personale *definizione un fatto è una prova che reggerebbe in tribunale* od in una discussione tra storici o matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne social, per quanto l'autore possa essere stimato o parere affidabile.”
Un fatto è tale poiché è accaduto. La tua (la mia, di chiunque) personale definizione è irrilevante.
Dimostrare o meno la veridicità di un fatto, convincere una giuria (o chi per essa) non cancella i fatti.
D’altronde se la tua *affermazione fosse sensata*, allora se qualcuno ti graffia l’auto e non si ferma e tu non hai preso la targa, seguendo il tuo ragionamento, quel graffio sulla tua auto non Ti è stato fatto, poiché non esistono prove che qualcuno l’abbia graffiata (magari l’hai graffiata tu per truffare l’assicurazione, qualcuno potrebbe dire).
Tuttavia, pur in assenza di prove schiaccianti, il danno ti è stato fatto: qualcuno ti ha graffiato l’auto, e questo prescinde dal fatto che non sei in condizioni di dimostrarlo.
Se non riesci a dimostrarlo non significa che ciò che affermi nel dire “mi hanno graffiato l’auto”, provenga da una fogna, perché invece proverebbe da una tua sincera affermazione.
Facciamo che se vogliamo preservare l’innocenza di Stallman non chiamiamo fogne le vittime?
No, hai letto poco attentamente; chiamiamo, anzi, solo io chiamo, "fogne" i social, e vivo traendone coerentemente le pesanti conseguenze, per esempio di vivere senza frequentarle, perdere molto della mia rete sociale, e farmi giudicare uno sciocco eremita idealista fuori dal mondo. Parlare di fatti e vittime è un tuo svolazzo laterale per deviare un discorso scomodo, magari anche discutibile o falso, che io ho qui sollevato ben due volte con la scusa di parlare del caso RMS, su cui ho già scritto ben due volte cose "facilmente reperibili sul web", e su cui non sono interessato qui a ritornare. Se vedi bene, io ho l'ardire di dare della "fogna" ai social , quindi come induzione dei "frequentatori di fogne" a chi ci passa ore come te e la maggioranza delle persone, e "conseguenze di quelle fogne dei social" a fenomeni come i "linciaggi mediatici politically correct" che tu e la grande maggioranza delle persone non solo non ammettete o che giudicate fenomeni secondari, ma della cui esistenza spesso non vi accorgete nemmeno. Per il resto, quando in un'onesta discussione vengo incasellato con concetti aggiunti per poi essere sottoposto a questionari si/no, per me è chiaramente il momento di chiudere questa parte di "comunicazione". Forse altri avranno capito di più, o forse sono io che non riesco ad esprimermi. Chissà
Ce la possiamo fare? C’è la potete fare?
Daje! Facciamocela.
Una buona giornata a tutti
Inviato da iPhone
Il giorno 10 mag 2021, alle ore 1:21 PM, Marco A. Calamari < marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
Nella mia personale definizione un fatto è una prova che reggerebbe in tribunale od in una discussione tra storici o matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne social, per quanto l'autore possa essere stimato o parere affidabile.