http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-24/trasparente-uguale... In effetti nella citazione dell'articolo manca una parte interessante "Proprio per sgomberare ogni sospetto che qualche manina interessata abbia armato il sito di Julian Assange fornendogli materiale ad altissimo contenuto incendiario. Sapere chi controlla la stampa, rendere pubblici i bilanci degli organi di informazione, è una delle pietre miliari della democrazia nell'era della comunicazione. Stupisce che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il mondo occidentale. Negli anni Settanta, in Italia, fu una grande battaglia combattuta e vinta dal sindacato dei giornalisti. Oggi i bilanci degli organi di informazione sono pubblicati e messi a disposizione di chiunque voglia consultarli. Il web è ancora un mondo a volto coperto". Mi sembra che i toni relativi alla non trasparenza del web "Il web è ancora un mondo a volto coperto" mi sembrano decisamente strumentali. La trasparenza delle informazioni sulla composizione azionaria, redazionale e dell'organigramma delle testate cartacee e web è un argomento interessante. E' un po come conoscere i componenti di un alimento e di un farmaco per decidere se mangiare un pasto o scegliere di auto somministrarsi un farmaco. Ora sostenere che "i bilanci degli organi di informazione sono pubblicati e messi a disposizione di chiunque voglia consultarli". Come forma "forte" di trasparenza è racconrarsi mezze verità. Se avete modo di leggere le informazioni sui bilanci pubblicati al massimo un lettore può farsi una idea di massima sull'andamento di gestione, dico di massima dato che i bilanci pubblicati sono talmente sintetici nella loro forma pubblicata da poter contenere ben poche informazioni utili e men che meno importanti per ragioni di trasparenza. Un po' migliore è la situazione delle editrici quotate in borsa che per ragioni di consob forniscono molte maggiori informazioni sul loro "contenuto". anzi molte editrici e a volte fondazioni a loro correlate sono molto poco "trasparenti". Questo non per voler rappresentare possibili aree grigie, ma per rappresentare concreatamente un dato di fatto. Ergo sarebbe davvero utile aprire un fronte di sensiblizzazione dei lettori di giornali, web, radio, tv ecc.. su questo tema La metafora dei contenuti di farmaci e alimenti, mi sembra possa esprimere compiutamente il problema sul tavolo. Saluti VP Cum grano salis andrebbe sviluppata e Il 26/08/10 08:57, Andrea Glorioso ha scritto:
Caro Marco,
2010/8/25 Marco De Rossi<madero@maderoweb.com>:
Condivido con voi (perché mi ha estivamente indispettito) questa breve (non firmata) pubblicata sul Sole24Ore di ieri:
"La vicenda di WikiLeaks e i 76mila file segreti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan pubblicati in rete e da alcuni giornali ripropongono con forza un problema connesso alla libertà e alla trasparenza dell'informazione. Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque - una malattia che dovrebbe essere debellata - interrogarsi su chi finanzia WikiLeaks più che lecito è doveroso
[...]
Grazie per la segnalazione. Posso chiederti perche` l'articolo ti ha (estivamente) indispettito?