Il 21 novembre 2015 13:49, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
1. gli apparati informatici si ammortizzano in 3 anni, quindi dopo 3 anni andrebbero sostituiti: se ne potrà sostituire soltanto la metà o si andrà avanti senza aggiornare software e SO
Non ne sono sicuro ... A me risulta 5 anni in alcuni casi e 1 anno in altri ... Per noi in Veneto ad esempio, abbiamo "regole contabili" che il software in licenza d'uso sia un "investimento". Si ammortizza in 5 anni se la licenza e' a tempo illimitato e in 1 anno se e' temporanea. Ma e' solo un esempio.
2. le spese di connettività (non di tlc in generale, la telefonia non è considerata) vengono sottratte (forse solo quelle via Consip)
E chi e' gia' passato al VoIP che fa?
Comunque la risposta non risponde al mio dubbio: ciò che eventualmente si risparmia va investito in innovazione.
Derogando gli altri "vincoli" imposti alla PA per gli investimenti oppure no? Entra nel "tetto" agli investimenti? Ad esempio se una PA ha comperato un immobile che sta "ammortizzando" e quindi per quell'anno non ha "margini" per fare investimenti, il risparmio in ICT le permette comunque di fare investimenti?
Qualcuno mi spieghi come si può fare innovazione oggi senza informatica.
Non esageriamo :-) Se io ho un laboratorio di analisi con un gas-cromatografo vecchio di 20 anni che ha una "preparativa" che richiede molti passaggi e altro e compero un nuovo gas-cromatografo, avra' anche del software dentro, ma non e' "informatica" :-) Ciao. luca menini