Cari Marco e Giacomo, grazie per la bella discussione: un _mio_ ultimo commento perché il tema è troppo complesso per essere discusso via mailing-list... ci vorrebbe un convegno :-D Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> writes:
In data sabato 16 gennaio 2021 20:21:15 CET, Giacomo Tesio ha scritto:
Si può trattare di una fotocopiatrice o di un social network, ma in qualunque caso, gli automatismi alterano, e dunque in parte DETERMINANO, le caratteristiche delle comunità in cui vengono introdotti. Non sono sicuro di aver capito cosa vuoi argomentare enfatizzando la parola determinano.
Ogni cosa che succede nella macchina è determinata dal codice [1], anzi esiste solo se codificato e funziona esattamente come codificato. Code is law non significa tanto che il codice è analogo ad una norma ma che è analogo alle leggi della natura, quelle che dal Big Bang hanno creato l'universo come lo conosciamo (parzialmente) ora. Inoltre, l'architettura e il funzionamento della rete sono determinati dal codice di ciascun nodo, i più importanti dei quali sono quello del mittente e del destinatario, tuttavia anche i nodi di routing non sono affatto da trascurare come si è visto. In mezzo, tra ogni singolo nodo "leaf" e la rete, c'è l'opera di diversi intermediari che determina l'accesso e in parte l'uso: "solo" questo dipende dalle norme che ci diamo. Non concordo con Giacomo sul fatto che gli automatismi _determinino_ anche le caratteristiche della comunità, tuttavia sappiamo che impattano moltissimo. Dobbiamo anche sapere che, e come, le politiche della comunità a loro volta determinano come funzionano gli automatismi, secondo specifici interessi. Se il "ciclo di reciproca influenza" tra tecnologia e società è un circolo vizioso o virtuoso _dipende_ da come stabiliamo di agire... o di subire. Detto questo, ritengo che nonostante alcuni limiti delle metafore usate da Lessig, sia eternamente valido il motto "code is law", precisamente "binary code is law", con tutto quello che significa in termini di trust. [...]
Singoli individui, invece, possono eludere, oltre che le leggi, anche gli automatismi indotti dal software (per esempio, non usandolo o usando software alternativo e, se non ce n'è, scrivendolo).
Sono perfettamente d'accordo, per poter disporre di appieno di questa libertà, di questa possibilità di partecipazione che io non mi vergogno a definire un diritto umano, occorre che siano verificate diverse condizioni: oltre a saper scrivere il software (anche collettivamente) serve avere la documentazione completa di come funziona ogni componente della macchina e... a lot of love. Ciao, Giovanni. [1] che può essere anche _estremamente_ immerso nell'hardware. -- Giovanni Biscuolo