On Tue, Sep 08, 2020 at 09:40:54AM +0200, M. Fioretti wrote:
Veramente, se ho capito bene, l'obiezione di Giacomo e' proprio che e' QUESTO il problema: una piccolissima minoranza dei membri di una comunita' si serve del "accidente" che la sua lingua e' anche quella franca di tutta quella comunita' internazionale, per imporgli anche i suoi (di quella piccola minoranza) valori culturali, colpe di cui purificarsi, soluzioni eccetera.
Boh, ogni volta che vedo l'uso del verbo "imporre" (o equivalenti) in questo contesto resto perplesso. Possiamo parlare al massimo di egemonia culturale (che ovviamente è già una nozione molto potente), ma nessuno sta "imponendo" niente a nessun altro. Le comunità o gli individui che adottano le CoC o che decidono di accettare/sviluppare patch per cambiare terminologie che ritengono non adeguate lo fanno perché sono convinti che serva a qualcosa. Non esiste un potere effettivo di imposizione se non quello di essere riusciti a convincere altri dell'utilità di tali strumenti o cambiamenti. Se pensiamo ci siano effettive imposizioni o anche solo un disegno globale dietro questi cambiamenti che sono effettivamente epocali (che ci piacciano o meno è un altro discorso), ci spostiamo pericolosamente verso un'analisi un filo complottistica del tutto. IMHO, ovviamente. -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »