Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".

Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico, il difficile nasce quando dalla rete di un ISP,  si vogliono applicare questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.

Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR, ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN sarà più del 50% del totale.

Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
 
Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo solo rafforzare queste posizioni dominanti.

Giorgio
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Prof. Ing. Giorgio Ventre
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908  Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 
E-mail: giorgio@unina.it
http://www.comics.unina.it
http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
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On 18/11/2014 10:49, J.C. DE MARTIN wrote:
Concordo, Giorgio, l'affermazione di Obama non si può prendere alla lettera.

L'idea che mi sono fatto io - ma mi piacerebbe molto sentire cosa ne pensa
un illustre "retista" come te! -  è che negli anni decisivi per lo sviluppo
di Internet le tecnologie per la differenziazione dei flussi non hanno
attecchito (per vari motivi) e di conseguenza Internet si è affermata,
nei fatti, "neutrale".

A quel punto, ex post, vari osservatori hanno valorizzato tale neutralità,
mettendone in evidenza gli aspetti positivi (soprattutto dal punto di vista
della innovazione e della dispersione del potere).

Cosa ne dici, ti convince come ricostruzione storica?

juan carlos

On 18/11/14 10:33, Giorgio Ventre wrote:
Perdonate se ritorno un po' indietro nel tempo per un commento sul Piano Obama sulla Net Neutrality.
Nel leggere il documento mi ha colpito l'affermazione "Net neutrality has been built into the fabric of the Internet since its creation".

Dato che insegno proprio Reti di Calcolatori, questa affermazione mi ha fatto accendere una lucetta rossa ed ho cercato di capire quanto fosse vera.
E mi sono reso conto che è decisamente errata.

In primo luogo perchè nei blueprint di Arpanet c'era l'idea di garantire la massima libertà di trattamento dei pacchetti per garantire la sopravvivenza della rete.
I pacchetti anche se dalla stessa origine alla stessa destinazione possono essere instradati su percorsi differenti, per esempio.

In secondo luogo perchè a partire da IPv4 ci sono diversi meccanismi per differenziare i pacchetti in Internet. Senza contare i meccanismi di IPv6. 

Ho capito quindi l'affermazione di Cerf in questa intervista al Washington Post http://www.washingtonpost.com/blogs/innovations/wp/2014/10/10/5-insights-from-vinton-cerf-on-bitcoin-net-neutrality-and-more/ :
"There’s also some argument that says, well you have to treat every packet the same. That’s not what any of us said."

Qualcun'altro ha fatto una riflessione su questa affermazione di Obama ed in genere sul suo Piano?

Saluti

Giorgio

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Prof. Ing. Giorgio Ventre
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On 10/11/2014 15:53, J.C. DE MARTIN wrote:
Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet

More than any other invention of our time, the Internet has unlocked possibilities we could just barely imagine a generation ago. And here's a big reason we've seen such incredible growth and innovation: Most Internet providers have treated Internet traffic equally. That's a principle known as "net neutrality" — and it says that an entrepreneur's fledgling company should have the same chance to succeed as established corporations, and that access to a high school student's blog shouldn't be unfairly slowed down to make way for advertisers with more money.

That's what President Obama believes, and what he means when he says there should be no gatekeepers between you and your favorite online sites and services.

And as the Federal Communications Commission (FCC) considers new rules for how to safeguard competition and user choice, we cannot take that principle of net neutrality for granted. Ensuring a free and open Internet is the only way we can preserve the Internet's power to connect our world. That's why the President has laid out a plan to do it, and is asking the FCC to implement it.

Watch President Obama explain his plan, then read his statement and forward it on.

http://www.whitehouse.gov/net-neutrality



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