Il 12 gennaio 2015 08:31, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it> ha scritto:
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo: http://www.unioneculturale.org/2014/12/digital-guerrilla/.
Nel link qui sopra compare questa frase: "Ha messo a disposizione di chiunque tutti i materiali che considerava beni comuni, come gli articoli di Jstor." che è falsa. Aaron *non ha mai violato il copyright di JSTOR né ha diffuso alcun articolo di quelli che aveva scaricato JSTOR*. Anzi (ironicamente, si potrebbe dire), il fatto che Aaron avrebbe in futuro diffuso quegli articoli era proprio la teoria degli inquirenti USA che, a loro dire, giustificava la "linea dura". Questo è spiegato nel documentario dove per alto Carl Malamud (amico di Aaron, fondatore di public.resource.org e del progetto RECAP) ha dichiarato che, secondo un altro amico di Aaron, il download di massa degli articoli era l'inizio di un progetto di ricerca scientifica sul legame tra i finanziamenti alla ricerca da parte delle industrie americani e i risultati negazionisti del riscaldamento globale. La risposta, purtroppo, non la sapremo mai. Cristian