Caro Marco,
non ho letto quest'opera di Searle ma ne conosco i presupposti. Posto che ognuno è libero di spendere il suo tempo come vuole, non la leggerei e mi accontenterei al tuo posto di leggerne una recensione o di capire a quale scuola Searle appartenga. Perché il suo fondare l'intelligenza su una dimensione puramente ed esclusivamente simbolica lo tiene lontano da alcuni dei più interessanti sviluppi avvenuti negli ultimi 30 anni e di grande rilevanza in un mondo digitalizzato: "A mio parere". (qui ironicamente colgo l'obbligo che un giudice impone agli avvocati delle parti per ogni affermazione che fanno negli interrogatori dei testi durante un processo nella bella serie tv "A Good Wife").
Mi riferisco al lavoro del neuro-biologo Francisco Varela e altri in Embodied Mind, in cui sostiene - "a suo parere" - che il corpo abbia un ruolo nel processo di conoscenza e di definizione del sé individuale e collettivo e che vada inteso oltre la scissione corpo-mente che definisce la teoria cognitiva sin dalle sue origini, scissione alla base dei modelli impiegati nella robotica, nella AI etc.. Da un approccio rappresentazionale della realtà si passa ad uno incarnato ed enattivo. La conoscenza risulta pertanto incarnata: da qui il dibattito sull'intelligenza artificiale o come la si voglia chiamare assume una prospettiva diversa. E naturalmente quello sulla "coscienza", come testimonia ad es. il dibattito sul Journal of Consciousness Studies e quello in Constructivist Foundations. Ciò ha grandi conseguenze pratiche, ad esempio sulla formazione degli esperti di diritto a vario titolo che si occupano di questi temi e nella stessa progettazione e co-progettazione di queste tecnologie.
Mi immagino - sbaglio? - che i lettori di nexa siano perlopiù influenzati da un approccio neo-positivista e pertanto non li voglio annoiare oltremodo e mando un caro saluto a tutti.
vincenzo giorgino
Il filosofo americano: "I computer non hanno una mente perché non hanno una
coscienza"
Il mistero della realtà (Raffaello Cortina Editore, pagg. 300, euro 26)
raccoglie dieci lezioni tenute da John Searle all'Università di Girona, nel
2015. In ciascuna di esse, il filosofo americano, allievo di Austin e «nipote»
(intellettualmente parlando) di Frege, si occupa delle questioni ancora aperte
per la filosofia del XXI secolo.
Lo fa dal suo versante, quello della filosofia della mente e del linguaggio
(che ha insegnato all'Università di Berkeley, dove oggi, a 86 anni, è
professore emerito); quello della filosofia analitica, di cui è uno degli
esponenti più celebri, grazie alla sua teoria degli «atti linguistici». E, in
particolare, Searle affronta quella che per lui è «la vera domanda» per la
filosofia oggi, ovvero: «Come è possibile conciliare ciò che pensiamo della
realtà umana con la realtà più elementare descritta dalle scienze dure?».
...
[continua qui]
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/lintelligenza-artificiale-non-vera-intelligenza-1662204.html
Leggendo l'intervista parrebbe un libro interessante.
Qualcuno l'ha letto?
m.c.
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"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy