Mi pare che nell'articolo si faccia una distinzione precisa fra Internet come diritto umano e Internet come diritto civile, optando
per quest'ultima possibilità proprio perché la rete è uno
strumento che la legge (cioè gli Stati) dovrebbe garantire
ai propri cittadini, esattamente come poter disporre delle
forniture elettriche o dell'allacciamento all'acquedotto
(senza i quali nessuna abitazione può essere abitata, per legge).
Quindi un diritto civile.
La conseguenza è che, in quanto diritto, va garantito. Compresa
la continuità del servizio, la protezione antivirus, eccetera.
Non so se basti la coscienza dell'Ordine degli Ingegneri
a soddisfare l'esigenza ...
Il giorno 05/gen/2012, alle ore 13.35, Masera Anna ha scritto:
mmmm... dico che da scienziato ingegnere e creatore del mezzo
lui prende le distanze umilmente da chi vuole rendere la sua creazione un
diritto x cui ribadisce che Internet è solo un mezzo che abilita i diritti umani
e sociali... ma proprio per questo, perchè li abilita, x cui senza di esso
non ci sono, il mezzo stesso diventa un diritto!
Vint Cerf sul
Nyt:
Che ne
dite?
f.
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