vi segnaliamo il seguente articolo "Il paradosso dei social - Parte I" (Il Post, 18 gennaio 2021) scritto dall'Avv. Carlo Blengino, Fellow del Centro Nexa.
Ci sono due cose che non capisco nel seguente passaggio e sono grato a chi vorrà chiarirmele: « I social network sono e restano meri intermediari della parola e dei contenuti altrui, e nella fisiologica complessità della comunicazione globale (siamo tutti noi, Trump compreso, a riempire di schifezze il web, non dimentichiamocelo), sono solo loro che possono e debbono compiere scelte editoriali a difesa delle piattaforme che utilizziamo. Ma tali scelte non ne fanno degli editori: il campo di gioco, Internet, è inedito e diverso e richiede regole nuove e diverse. Smettiamola di applicare vecchie categorie concettuali: se ne facciano una ragione i media tradizionali. » Eccole: 1. Dal momento che i social network effettuano una curatela (sia umana che algoritmica) dei contenuti che vengono esposti agli utenti non capisco l'affermazione che "sono e restano meri intermediari della parola e dei contenuti altrui". A me sembra che un "mero intermediario" non dovrebbe filtrare cosa passa e cosa no. 2. Com'è possibile che "compiere scelte editoriali a difesa delle piattaforme" non renda chi le compie un "editore", soggetto quindi alla normativa per gli editori? Grazie fin d'ora. Enrico -- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ http://link-and-think.blogspot.it/ ===================================================================== --