Ciao karlessi, On February 13, 2021 2:56:45 PM UTC, karlessi wrote:
ma "informatica"... = informazione automatica?
a cosa si riferisce in effetti il termine "informatica"?
L’informatica studia l’informazione e come questa possa essere trasferita, preservata, rappresentata, interpretata e trasformata, nonché le tecniche che applicano queste conoscenze. Gli automatismi (ed i general purpose computer, in particolare) sono gli strumenti di questa indagine, gli specchi attraverso cui possiamo svolgere la nostra indagine. L'indagine in sé, però, non li riguarda più di quanto l'astronomia riguardi i telescopi. Indagando l'informazione, inevitabilmente l'informatica indaga l'umanità, non come un insieme di individui ma come una comunità che comunica, che mette in comune, su diversi canali ed in diversi linguaggi. Laddove gli astronomi hanno le stelle, noi abbiamo l'hive mind umana. Ma contrariamente agli astronomi, noi possiamo agire su di essa.
1. scrivere codice.. 2... 3... 4...
Tutto quello che scrivi e molto altro. Scrivere codice non è programmare, ma non si può comprendere l'informatica senza saper aver debuggato codice proprio e altrui. Un po' come non si può comprendere la chimica senza aver mai assaggiato l'acqua. (con la sfortunata differenza che tutti sono consapevoli del fatto che senza bere acqua si muore...)
personalmente mi scopro considerato "esperto di informatica" solo dai non esperti; se ha ragione la maggioranza, sono quindi un informatico.
Puoi saper scrivere anche senza essere Dante. Per chi non sa scrivere sarai comunque un letterato.
1. non so codare (ci metto un'eternità a scrivermi gli script in bash, meglio il copia-incolla-modifica),
Sai concretamente debuggare codice tuo o altrui per imporre all'automatismo che rappresenta la tua volontà? Se sì, sei un informatico. Se no, non lo sei.
più che informatica, faccio della traduzione, o mediazione culturale.
Rileggi la definizione sopra. ;-)
Quindi non sono certo che serva insegnarla, l'informatica, almeno io non l'ho imparata né dai libri, né a scuola, né all'università
Io l'ho imparata anzitutto dal libro bianco e dal codice altrui. Ma anche da diversi libri e siti internet. Sono un informatico o no? Di certo, sono quello meno "titolato" qui. ;-)
frattanto il mondo è gestito dai GAFAM: per invertire la tendenza, non riporrei grandi speranze nei coder dojo,
Il problema è partire dalla codifica invece che dall'informazione. In una quinta elementare, un paio di anni fa, ho proposto ai bimbi un gioco. Ho messo in una scatola una serie di biglietti, metà con informazioni vere e metà con informazioni false. Ho chiesto loro di prenderne uno a testa e poi decidere insieme quali fossero veri e quali fossero falsi. I biglietti falsi contenevano alcune informazioni coerenti fra loro ed altre incoerenti. Idem per quelli veri. Avevo già spiegato ai bimbi la differenza fra informazione e dato, fra algoritmo e programma, cosa è un bug ed il concetto più generale di GIGO. Con quel gioco gli ho permesso di sperimentare i teoremi di incompletezza di Gödel, l'impossibilità di dedurre la Verità dai soli dati, nonostante la loro coerenza. Alla fine del gioco gli ho detto: "questa scatola è come Internet. voi cosa ci metterete dentro?" e loro mi hanno risposto quasi in coro "cose vere!" e io gli ho chiesto "e come sapete se sono vere?" :-D
L'informatica per chiunque non è diverso dal greco antico per chiunque.
Con la notevole differenza che gli automatismi che ci circondano non sono governati da grecisti, ma da informatici. ;-)
eh vabbè! c'è da rimboccarsi le maniche.
Decisamente! :-) Ma c'è anche da riflettere, insieme, su cosa fare. E, prima, su come interpretare la realtà cibernetica in cui viviamo. Per plasmarla, dobbiamo comprenderla, farla diventare parte di noi. E' per questo che dobbiamo studiare informatica. Per non lasciarla plasmare ad altri. Giacomo