... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e
simpatici, e nei Paesi in cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo
spazio che occupano è utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è
bisogno ancora degli evangelists perchè la fase "entusiastica" non è che
abbia mai avuto un grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un
Paese digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia
passando direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo, l'importante
è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
(l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa www.lastampa.it/tecnologia che curo
io, per cui vedo tutti i giorni il suo contributo all'alfabetizzazione
digitale: che intervisti anche andrew keen quando passa per l'Italia ci sta
:)
ciao, anna
Da:
nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it]
Per conto di Alberto
Inviato: mercoledì 27 giugno 2012
11.07
A: Federico Guerrini
Cc: Nexa
Oggetto: Re:
[nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Ciao Federico,
ero a Trieste e ho sentito Keen.
Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
ha detto nulla di nuovo né di interessante.
Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook
sia una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di
localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono argomenti
paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
definitiva, una noia mortale.
L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama
definirsi, è stato bravo a ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che
tra un'analisi seria sulla privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan
Hemme, il portavoce dei Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in
salsa orwelliana proposto da Keen ce ne passi.
Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
Alberto
Ciao a tutti
A Trieste, durante State of the Net, ho
intervistato Andrew Keen,
nome noto della Silicon Valley il cui ultimo
libro, "Digital Vertigo"
contiene un'aspra critica alla "religione della
condivisione"
che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
Keen
auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
ritorno
allo stato
precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è
solo
staccandosi dalla massa
che gli individui possono trovare in loro
stessi le risorse per
generare qualcosa di innovativo
e in contrasto con
l'ortodossia corrente.
Il fatto che, grazie alla Rete, siamo
diventati tutti in
una certa misura "personaggi pubblici" inoltre
riporterebbe
l'individuo al tempo dei villaggi,
quando si veniva
inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
ed era
impossible
reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo
"bollati".
Che ne pensate?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=10589&ID_sezione=38
Ciao,
Fed.
--
www.federicoguerrini.com
Il mio ultimo libro: Vivere
Social
http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea978889713912/
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Alberto Bellan
Milan, ITALY
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