Buongiorno, chiedo umilmente scusa anche io. Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes:
Caro Raf, lodevole iniziativa, un solo commento qui sotto:
On Thu, Feb 18, 2021 at 12:11:48PM +0100, Angelo Raffaele Meo wrote:
Io penso che abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, anche se nessuno la ascolterà. Cosa ne pensate? In particolare, possiamo limitarci ad inviare la vecchia lettera ai nuovi ministri oppure dobbiamo elaborare un testo nuovo in cui approfondire le ragioni morali ed economiche dell'informatica libera?
Come consiglio (non richiesto, fanne ciò che vuoi), suggerirei di allargare una eventuale comunicazione dall'informatica libera al *sapere libero* più in generale, parlando non solo di software libero (come già nella versione precedente), ma anche di scienza e dati aperti.
Un motivo strategico per farlo è che, insieme, questi aspetti formano un tema più ampio, che raggiunge più alleati e potrebbe parlare di più ad una fetta sia di politici che di opinione pubblica.
+1 I tempi sono maturi per chiedere un cambio di paradigma nell'affrontare i problemi del mondo, abbandonando ferri vecchi intellettuali che appartengono ormai al secolo scorso anche se la loro risonanza - anche grazie a posizioni interessate - ancora fatica a scemare nei primi anni di questo millennio... ma è SOLO risonanza :-D Su questo tema credo che gli amici di AISA https://aisa.sp.unipi.it/ e del "Bollettino telematico di filosofia politica" https://btfp.sp.unipi.it/ abbiano scritto cose importanti nel recente passato e che si potrebbero (dovrebbero) unire a quelle dette sull'informatica libera. Secondo me il tema della libertà culturale (Free Cultural Works https://freedomdefined.org/Definition) - che significa anche scientifica e tecnilogica - deve diventare centrale nella strategia di ripresa politica, sociale ed economica dell'Europa. Ma non (solo) a parole: ci vogliono investimenti concreti e mirati, oltre a SEGARE i "rami morti" che non fanno altro che ostacolare il progresso umano. ...a meno che qualcuno abbia seriamente intenzione di sostenere che tutto dovrebbe tornare ad essere più o meno come prima: coloro però dovrebbero avere IL PESO dell'onere della prova, perché secondo me centinaia di indizi in senso opposto fanno decine di prove schiaccianti.
Un motivo tattico per farlo è che in questo momento c'è un ampio dibattito sula libera produzione di vaccini, che è limitata in parte dai brevetti, tema molto caro anche ai difensori del software libero. Ergo, anche qui, potenziali più alleati ma anche una breccia potenzialmente importante per dare risalto all'iniziativa sui media.
A questo proposito segnalo la «Lettera aperta al presidente del consiglio e ai ministri della salute e dell’università e ricerca» https://aisa.sp.unipi.it/lettera-aperta-al-presidente-del-consiglio-e-ai-min... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- AISA ha inviato una lettera aperta al presidente del consiglio, al ministro della salute e alla ministra dell’università e della ricerca con le sue proposte per produrre un vaccino anti covid-19 aperto a tutti [1] e per introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie [2]. Il suo testo è visibile qui [3]. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [1] https://aisa.sp.unipi.it/per-un-vaccino-anti-covid-19-aperto-a-tutti/ [2] https://aisa.sp.unipi.it/morire-per-un-brevetto-licenze-obbligatorie-e-trasp... [3] https://aisa.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2021/02/AISA_lettera_aperta_covi... Battaglia ASSAI ardua considerato il contensto di assoluto dominio del privato sul pubblico anche in questa fase (https://corporateeurope.org/ docet), ma anche per questo ESTREMAMENTE degna di essere combattuta. Saluti, Giovanni «Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati? O di chi li ha costruiti? Rubando?» (Chi ruba nei supermercati, Francesco De Gregori, 1992) [...] -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.