Penso che alla base dei recenti provvedimenti brasiliani non vi siano motivazioni politiche o sociali, ma esclusivamente la difesa degli interessi truffaldini delle telco. Al proposito vi sintetizzo quanto ho raccontato in un articolo per Giorgio Giunchi. La stragrande maggioranza degli uomini che contano in quasi tutti i paesi del mondo – ministri, politici, manager, economisti, giornalisti – crede in unico catechismo, che mi piace chiamare il catechismo del demonio: “Non avrai altro dio al di fuori del mercato. Privato è sacro. Libero è bello. Onora la flessibilità... ecc. ecc.” Non ne sono immuni gli stessi uomini della sinistra che da bambini andavano alle scuole estive per pionieri di Mosca e oggi sembrano provenire dalla business school del Michigan. Quando, qualche anno fa, qualche ministro privo di senno propose una delle perle del pensiero dominante - la privatizzazione della Telecom – furono tutti favorevoli, da ex-pionieri come Dalema a ex-balilla come Fini. Al sottoscritto che tentava di spiegare in un articolo quanto sarebbe costata al Paese quella follia, per la prima volta fu negata la pubblicazione sul suo quotidiano preferito. Il sottoscritto presentò allora un articolo scientifico dedicato alle economie di scala, ma si accorsero delle implicazioni economiche di quelle argomentazioni e anche quell'innocente articoletto per l'inserto scientifico del quotidiano fu rifiutato. A voce gli spiegarono che la competizione sul mercato avrebbe giovato ai cittadini in virtù della riduzione dei prezzi. Oggi possiamo verificare quanto sia truffaldino il pensiero dominante della competizione sul mercato. Una telefonata di un minuto a un chilometro di distanza può costare un euro. Un'ora di collegamento in videoconferenza con l'Australia non costa nulla. Anche accettando l'ipotesi che il costo industriale di quel minuto di telefonata sia pari a un euro, il compianto Fabio Neri ha dimostrato che paghiamo un “sms” centinaia di volte più del suo costo. Per altro, ogni giorno sono inviati gratuitamente, solo su WhatsApp, trenta miliardi di messaggi anche video. Negli ultimi trenta anni le tecnologie dell'informazione hanno registrato progressi dell'ordine di un milione a parità di costi. E' di gran lunga la più clamorosa delle rivoluzioni tecnologiche nella storia dell'Uomo. Come conseguenza, le leggi dell'economia sono cambiate. In particolare, è divenuto clamorosamente falso il dogma secondo il quale la competizione sarebbe il motore dello sviluppo. Il catechismo del demonio è diventato ridicolo. Oggi è la collaborazione il vero motore dello sviluppo. Un'ultima riflessione. Temo che dietro i provvedimenti brasiliani e, più in generale, dietro molte bufale del mercato si nasconda la corruzione, chiara manifestazione del demonio. E penso che la forza del demonio sia costituita dall'ignoranza dell'uomo, o meglio, degli uomini che contano. Raf Il 17/12/2015 08:44, Stefano Quintarelli ha scritto:
Il caso non è campato per aria Il servizio di telefonia vocale di Whatsapp che usa il numero di telefono per identificare gli utenti dovrebbe rispondere ad alcuni obblighi regolamentari (In effetti anche la messaggistica, ma è meno netto) Vedo tre casi (in ordine decrescente di probabilità) - Whatsapp toglie il servizio voce - Whatsapp ottempera - vengono tolti obblighi anche a operatori tlc Vedremo...
Il 17 dicembre 2015 08:21:44 Anna Masera <masera_a@camera.it> ha scritto:
Vi segnalo questa escalation preoccupante in corso in Brasile, le telco stanotte hanno ottenuto di far chiudere whatsapp: what else?
Brazilian Judge Shuts Down WhatsApp And Brazil’s Congress Wants To Shut Down The Social Web Next | TechCrunch
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