Ormai da tempo cresce l’interesse verso l’adozione di un privacy risk approach (v. anche alcune previsioni della proposta EU di riforma della data protection, e.g. data protection impact assessment). Tuttavia da un lato permane ancora il dogma del consenso informato come via maestra per la tutela dell’autodeterminazione informativa (seppur con alcuni distinguo), dall’altro il tema del risk approach è assai complesso. In primis, poiché occorre capire come analizzare il rischio, rispetto a quali parametri e a quali valori, essendo ormai evidente che non ci si può più limitare ad un discorso di sicurezza informatica. In secondo luogo, poiché occorre decidere a chi compete effettuare tale valutazione (ai titolari del trattamento? A soggetti terzi? Alle autorità garanti?). Per gli interessati al tema segnalo alcuni scritti in argomento (ve ne sono molti altri, vedasi le note di quelli che seguono): Fred H. Cate, Mayer-Schönberger, Viktor, ‘Data Use and Impact. Global Workshop’ (2013) http://cacr.iu.edu/sites/cacr.iu.edu/files/Use_Workshop_Report.pdf Wright, ‘A framework for the ethical impact assessment of information technology’ (2011) 13(3) Ethics and Information Technology 199-226 http://link.springer.com/article/10.1007/s10676-010-9242-6 Mantelero, ‘The Future of Consumer Data Protection in the E.U. Rethinking the 'Notice and Consent' Paradigm in the New Era of Predictive Analytics’ (2014) Computer Law and Security Review, 2014, 30, 643-660 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S026736491400154X http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2529245 (open access) -- Alessandro Mantelero Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society http://nexa.polito.it/people/amantelero On Wed, 15 Jul 2015 18:19:42 +0200 Mauro Alovisio <mauro.alovisio@gmail.com> wrote:
Gent.me/mi
segnalo dal sito del Garante privacy (www.garanteprivacy.it)
*Diffuso oggi il rapporto OCSE sull'economia digitale 2015*
L'OCSE ha presentato oggi il Digital Economy Outlook 2015, la principale pubblicazione del Committee on Digital Economy Policies (CPDE), il comitato di riferimento dello specifico gruppo di lavoro di cui è membro anche il Garante italiano, dandone notizia con un comunicato pubblicato sul proprio sito ( http://www.oecd.org/internet/countries-should-address-disruptive-effects-of-... ).
Il documento mette in evidenza il ruolo svolto dall'economia digitale in quanto motore per l'innovazione e la crescita inclusiva, che permea innumerevoli aspetti dell'economia mondiale con un fondamentale impatto su numerosi settori (banking, retail, energia, trasporti, istruzione, editoria, media, salute e soprattutto informazione e tecnologie della comunicazione).
Il Report indica, attraverso una panoramica delle prospettive di sviluppo e delle principali tendenze del settore ICT, le misure mediante le quali i Paesi membri dell'OCSE possono massimizzare il potenziale dell'economia digitale.
Riguardo a quest'ultimo obiettivo, il documento si sofferma in particolare sugli aspetti legati alla fiducia di utenti e imprese nei confronti della digital economy, sul ruolo che gioca l'Internet delle cose e sulla necessità di adottare il cosiddetto privacy risk approach: una metodologia che possa consentire, anche nel mondo digitale, di calibrare gli obblighi per chi tratta i dati sulla base della valutazione del rischio che quel trattamento comporta.
*Roma, 15 luglio 2015*
cordiali saluti
Mauro