On 24/01/11 14.15, Paolo Brini wrote:
Il 24/01/2011 21:54, bernardo parrella ha scritto:
a me sembra invece che le cose stiano un pò (o tanto) diversamente, ho provato a sintetizzarlo in questo articolo oggi su apogeonline:
L’etica di WikiLeaks nuoce ai citizen media? Il paradosso di un fenomeno percepito come frontiera del web, pur sposando relativamente poco la logica di partecipazione e condivisione della rete abitata dalle persone.
http://www.apogeonline.com/webzine/2011/01/24/letica-di-wikileaks-nuoce-ai-c...
Il commento linkato è molto breve quindi potrei sbagliarmi, ma mi sembra che nella valutazione ci sia un equivoco di base che ipotizzo possa derivare dal non considerare un aspetto chiave: WikiLeaks come un'espressione tecnologica, abbastanza efficace ma certamente migliorabile come qualsiasi cosa (è un primo tentativo, dopo tutto), della filosofia deleuziana di Assange, la quale mira a sconquassare certe dinamiche di potere. Che ci possa riuscire è dubbio, ma che il tentativo sia uno dei più forti degli ultimi 20 anni mi pare invece chiaro.
Ciao, Paolo
il punto era segnalare il pezzo per intero, non quel commento soltanto, sorry; e anzi, rispetto ala tentativo di "sconquassare certe dinamiche di potere": proprio questa è la logica (del tutto anacronistica, obsoleta, irreale) che quella cyberlite di ieri vorrebbe oggi riciclare e riproporre (finanche imporre in classico stile top-down) a un'utenza internet invece assai diversificata e davvero globale, che si muove in maniera profondamente diversa, dai citizen media alla partecipazione orizzontale, dallo stesso giornalismo d'inchiesta alla condivisione di cultura, etc. thanks, ciao --b.