Buongiorno Anna,
grazie mille della segnalazione e grazie a Guido Scorza per l'articolo!
Un pensiero di profonda solidarietà va a tutti il lavoratori impiegati
dalle "piattaforme" nelle attività di censura dei contenuti, i
c.d. "human moderators": è fuori di dubbio che questa legge peggiorerà
sensibilmente le loro condizioni di lavoro.
Domande secca: esiste un «un caso di scuola della MIGLIORE risposta
possibile» al fenomeno dei «contenuti di odio su Internet» (c.d. "hate
speech")?
Seguono un paio di miei commenti, per quel che contano... :-)
Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it> writes:
> https://www.lemonde.fr/pixels/article/2020/05/13/la-loi-contre-la-haine-sur-internet-definitivement-adoptee-par-l-assemblee-nationale_6039578_4408996.html
>
> https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/14/odio-online-per-contrastarlo-la-francia-approva-la-peggiore-legge-possibile/5801437/
[...]
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La legge è – perché se ci si gira attorno si rischia di non far passare
il messaggio – un caso di scuola della peggiore risposta possibile a un
fenomeno pure evidentemente reale e sotto gli occhi di tutti. [...]
In una legge non si può confondere ciò che è reato da ciò che è
maleducazione, degenerazione culturale o anche violenza gratuita. [...]
[...] una legge straordinariamente articolata e complessa che merita di
essere letta e riletta, analizzata e vivisezionata come si fa con un
virus nel tentativo di trovarne il vaccino ed evitare che si diffonda
[...]
È la strada sbagliata, una strada da non percorrere, una strada che
legittima il principio secondo il quale il fine giustifica i mezzi e
tradisce, in una manciata di parole, alcuni dei principi di diritto
fondamentali sui quali le nostre democrazie sono costruite.
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Quindi da una parte abbiamo «the Folly of Self-Regulation» [1] con il
carico di relativo ethics-washing e dall'altra abbiamo una legge «caso
di scuola della peggiore risposta possibile» e una pletora di casi
cugini (migliori?): come se ne esce?
Ho la vaga impressione che la voglia di censura "embedded" nei governi
si stia fondendo perfettamente con la voglia di profilazione "embedded"
in certi gestori di contenuti (le c.d. piattaforme), il tutto condito da
un carico di propaganda di tutto rispetto.
Questo, unito a quanto poco si parli invece di quali misure adottare [2]
affinché nel digitale non regni l'arbitrio di pochi potenti - che con
vari mezzi legali e illegali controllano i nostri dispositivi e Internet
- nei confronti della moltitudine di persone senza potere, non mi fa ben
sperare per il prossimo futuro.
Grazie, Giovanni
[1] http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-May/017844.html
[2] ci sarebbe così tanto lavoro da fare, altro che "laqualunque 4.0"
:-S
P.S.: nel frattempo chi ha qualcosa di interessante da dire dovrebbe
attrezzarsi per fare a meno di altri per pubblicarlo "da soli"
online... è una pratica antica ma tutt'ora valida :-)
--
Giovanni Biscuolo
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