Caro Antonio,

sono d'accordo con quanto scrivi ma credo che uscire allo scoperto unendo le sensibilità personali sulla questione andrebbe oltre questa lista. Essa può essere utile per indicare problemi, lanciare una discussione, ma nn è un movimento.
Per quello io credo già ci siano delle opportunità, e penso al movimento dei commons fondato da Bauwens, Bollier ed Helfrich. 
Lo scopo è inserire le tecnologie informatiche ed il sapere a loro connesso in un quadro più articolato, perché nessuna tecnologia è avulsa dai rapporti sociali. 
E a complicare il quadro c'è un'esigenza di fondo che integra la visione dominante dei rapporti sociali con una domanda esistenziale, componente tenuta sinora fuori dalle discipline che se ne occupano - le scienze sociali - per motivi di affermazione accademica (replicare il successo delle scienze naturali).

Un caro saluto,

   Vincenzo


Il ven 2 apr 2021, 11:46 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Thomas Kuhn, nel suo libro "La struttura delle rivoluzioni
scientifiche" (1962) sosteneva che il progresso scientifico non è
un'evoluzione continua, ma piuttosto una "serie di pacifici interludi
interrotti da violente rivoluzioni intellettuali".
La rivoluzione industriale prima e quella informatica dopo lo sono state.
In queste rivoluzioni una visione concettuale del mondo è stata
sostituita da un'altra.
Fino a che un paradigma funziona, non c'è motivo di cambiarlo. Quando
però cambiano cose, scenari, persone, tecnologie, conoscenze e
condizioni ambientali, restare legati ai vecchi paradigmi può essere
dannoso, perfino distruttivo.
La pandemia è uno di quegli eventi che ha la forza scatenante di
avviare il cambiamento.
Tuttavia, esistono diversi livelli di sensibilità ai segnali di
cambiamento: alcuni colgono subito i primi segnali deboli, tutti gli
altri invece reagiscono solo quando i segnali sono diventati
fortissimi, addirittura catastrofici. Le persone più sensibili non
vengono capite e apprezzate, perché la loro voce è troppo debole di
fronte all'ottuso brusio delle maggioranze, alla silenziosa pervicacia
dei privilegi cristallizzati, al "tutto tornerà come prima".
Mi appello alle persone sensibili di questa lista, che so che ci sono,
pur in modalità "lurker".
Fate sentire la vostra voce, anche con brevi commenti una-tantum.

Antonio
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