E infatti non metto in discussione il giusto appello fatto all'educazione (anche se generico presumo sia utile per creare consapevolezza nel pubblico dei lettori). Rifletto solo sul fatto che le aziende *non* sono interessate a una seria alfabetizzazione informatica degli utenti e alla loro effettiva conoscenza dei rischi per la privacy perché campano su quello. Ma questo dovrebbe essere ormai una consapevolezza comune, almeno in questa lista.
Segnalo al proposito questo articolo di Joel Stein:
Data Mining: How Companies Now Know Everything About You
http://www.time.com/time/printout/0,8816,2058114,00.html
Poi se mi vuoi dire che Facebook ha contribuito all'alfabetizzazione informatica di nonni e nipoti, va bene. Anche mia nonna ha imparato a usare la lavatrice digitale senza capirne le funzioni, ma la lavatrice non è un artefatto cognitivo.



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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore


-----Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it> ha scritto: -----
Per: "a.dicorinto@uniroma1.it" <a.dicorinto@uniroma1.it>
Da: Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it>
Data: 13/05/2011 11.00PM
Cc: "giuseppe.futia@gmail.com" <giuseppe.futia@gmail.com>, "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] Rif: La Stampa (De Martin): "Ma Twitter non è un bar"

Si la puoi leggere anche sulla Stampa...
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9022&ID_sezione=&sezione=

;-)

So what? L'appello all'educazione - e in Italia serve prima ancora l'alfabetizzazione cioè proprio l'abc di internet istruzioni x l'uso! - non mi pare possa essere messo in discussione dalle guerre sporche di guerrilla marketing fra colossi...


Inviato da iPhone

Il giorno 13/mag/2011, alle ore 22:46, "a.dicorinto@uniroma1.it" <a.dicorinto@uniroma1.it> ha scritto:

Un'appello al buon senso quello di JC. SI scontra purtroppo con il fortissimo interesse delle piattaforme sociali di sapere sempre di più e di incolpare il competitor più vicino di garantire meno privacy dell'accusatore. Leggetevi questo pezzo.
ciao

Facebook, intrigo anti-Google
Pagava per articoli denigratori

L'ultima mossa nella guerra tra i due colossi: una società di Pr ingaggiata dal social network proponeva a blogger e giornalisti informazioni per mettere in cattiva luce il concorrente. Smascherati, Zuckerberg e soci rischiano l'effetto boomerang

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/12/news/facebook_campagna_anti_google-16143805/?ref=HREC2-10


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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore


-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa@server-nexa.polito.it
Da: Giuseppe Futia
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Data: 11/05/2011 01.31PM
Oggetto: [nexa] La Stampa (De Martin): "Ma Twitter non è un bar"

11.05.2011

Ma Twitter non è un bar

JUAN CARLOS DE MARTIN
Grazie a strumenti come Facebook e Twitter è diventato straordinariamente facile condividere pensieri, preferenze, fotografie, video, indirizzi web.

Basta scrivere pochi caratteri nell’apposito spazio, o anche solo cliccare «Mi piace», e nel giro di pochi secondi centinaia di milioni di persone in tutto il mondo potranno teoricamente venire a conoscenza delle nostre esternazioni. Nella pratica saranno molte di meno: travolti da stimoli di ogni tipo, tendiamo a concentrare la nostra distratta attenzione solo sulle persone più vicine o più «interessanti».

[...]

Continua qui: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8717&ID_sezione=&sezione=

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