Purtroppo rimangono innumerevoli dati personali contenuti in quelli impropriamente detti "metadati".
L'ottimo è nemico del bene. E' vero, gli indirizzi IP devono essere in "chiaro", così come i destinatari delle mail, ma questo riguarda solo uno dei tanti "servizi" internet. Prendiamo il caso, invece, di una amministrazione/ente/azienda di medie/grandi dimensioni che usa il "cloud" di una bigtech. Alla bigtech, come "dato personale" contenuto nell'header HTTP(S), non arriva nulla, solo l'IP e la porta TCP del proxy/gateway/firewall. Quindi la bigtech si ritrova miliardi di pacchettini, a tutte le ore, provenienti da un unico indirizzo IP. Ora, un conto è che dentro quei pacchettini ci sia l'anamnesi di un paziente, scritta in italiano o qualsiasi altra lingua traducibile, un conto è che ci sia: "SJdKJDg7E-MK2..." che solo l'autore possa decifrare. A.