>>la tecnica è fonte di
potere, e, quindi, potenzialmente di libertà.
NO.
La tecnica è fonte di potere.
PUNTO.
"Potenzialmente [fonte] di
libertà" è una graziosa illazione (leggi "pannicello caldo), che ci
raccontiamo.
Tutto dipende da chi la possiede,
e come la usa. E sappiamo che c'è chi la usa per suoi
obiettivi.
MA NON C'E' CORRELAZIONE fra un
tema tecnico specifico, il potere che ne deriva e l'utilizzo che se ne
fa.
La realtà va letta AL CONTRARIO
(attenzione alle virgolette!): l'utilizzo "predatorio" di un "qualsiasi" potere
viene da un potere che si ha o si prende, e "qualunque" mezzo tecnico (o "non
tecnico") va bene, perché ciò che conta è "l'intento" e non il
mezzo.
Scusate il francesismo (...e
niente di personale), chi ragiona PARTENDO DAL MEZZO non ha capito un cazzo.
>>il tema del potere è
necessariamente tecnico.
Non sono d'accordo, ...e spero di
essermi spiegato
>>Con potere intendo: una
funzione regolativa sociale. Il potere è la produzione e l’applicazione di norme
e di sanzioni.
Non vedo "norme e sanzioni"
nell'avere "potere" ad es. da insider trading (voglio dire, è "vietatissimo", ma
appunto per questo dà potere F-U-O-R-I da funzioni regolative sociali, norme
TEORICHE che ci sono, ...CONTRO quel potere, e sanzioni che ci sono QUANDO
CAPITA; intanto tutte le altre volte ti hanno fottuto).
>>Il potere è una funzione
sociale neutra.
Il VERO potere è quello che non si
conosce. Come il VERO rischio (cit. Taleb: "Il vero rischio è quello che non ti
aspetti"). Il VERO potere è quello che ti fotte e nemmeno te ne
accorgi...
[io]>>mi rifiuto di ripetere
che c'è gente che manipola e preda (la storia ne è piena, e quindi dovremmo
averlo capito)
[k]>>invece, no. purtroppo.
anche perché ogni generazione, ogni persona, è "nuova". non ha contezza del
passato.
Magari studia,
però...
[k]>>e il passato viene
continuamente riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli
oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la
consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni nazione - ogni
nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti e massacri spacciati
per volontà di qualche dio; di distruzioni raccontate come inevitabili frutti
dell'espansione di un qualche popolo.
Beh, vedo che hai studiato ...e mi
stai dicendo appunto che dovremmo averla capita,
l'antifona.
[k]>>oggi chi manipola e
preda racconta le storie dell'IA che non si può fare a meno di finanziare,
perché... potrebbe distruggerci, o salvarci, chissà, intanto bruciamo il
pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati
ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo di pietà per chi verrà dopo di loro!
se non fosse tragico sarebbe comico.
Oggi chi manipola neanche lo vedi
e chi preda neanche lo senti arrivare.
Non voglio arrivare al
complottismo, ma molto della politica e dei media è un teatrino per gonzi,
mentre le cose che contano sono e si fanno altrove (vedi anche "Pppp"
sotto).
[io]>>vorrei tanto sentire
cosa si propone di fare, NON per metterci una pezza con qualche commendevole (e
rispettabilissima) iniziativa, MA per dare una qualche svolta a
qualcosa.
[k]>>(...)immagino sia ...
da intendere come cambiamento importante.
YESS.
Avevo 18 anni dal '68, e ho odiato
vederlo ...svanire nel nulla.
Lo chiamo "irripetuta stagione di
libertà di pensiero".
>>le proposte, quindi.
riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM per far la tesi al MIT
(...)
[scusa se uso il tu mentre mi dai
del lei [...e ti prego non farlo; certi discorsi si devono fare con la daga
(amichevole) e non in punta di forchetta].
Mio figlio NON usa LLM "per far la
tesi al MIT". Mio figlio fa la tesi al MIT, e usa LLM per tutti quei lavori che
può delegare a una macchina "nuova" (che, più o meno bene, "li fa") e avere il
tempo per fare quello che ritiene importante, professionalmente E
personalmente.
E' una sottile, ma importante,
distinzione.
Io uso uno spreadsheet per "fare i
conti", e delego i calcoli di operazioni che ho impostato io. Nessuno si sogna
di dirmi che la soluzione l'ha trovata la macchina (con gli LLM è un tantino
diverso, ma tutto sta in chi è al volante).
Quando ho fatto la tesi lo
spreadsheet non c'era, ma solo qualche anno dopo un circuito elettronico è stato
simulato per ottimizzare i valori dei componenti prima di costruirlo. E non
c'era niente di sbagliato (lo so: con gli LLM è un tantino
diverso...).
>>si può dirgli [al figlio]
che può decidere di fare diversamente. ha il potere di farlo. in quanto parte
della "People", anche lui "has the power".
Qui forse sta il
busillis...
Mio figlio, finché usa la testa
per usare un LLM, fa benissimo. E' nato digitale, ha imparato più da youtube che
dai libri (all'inizio, quand'era un bambino curioso; io ho imparato dalle
enciclopedie, ...ma ho 52 anni più di lui), e mi auguro tanto che tenga lui il
volante in mano.
Ma perché dovrebbe "fare
diversamente"? Io uso Google AI per farmi dire che accorgimenti usare ad es. per
incollare strutturalmente alluminio anodizzato: sono un elettronico, non un meccanico; anche se lo fossi, le colle
di oggi non sono quelle di di mezzo secolo fa (e magari, facendo consulenza, non
mi sarei aggiornato ...su primer e adesivi). Ho UN PUNTO DI PARTENZA per parlare
con gente che ne sa, e fornitori. COSA C'E' CHE NON VA?
Perché non vogliamo capire che la
tecnologia non dà potere "in sé" (il potere che conta, quello di cui
sopra)?
Dà "potere" di usarla bene o male.
E -- se la si usa bene o male -- dipende DALLA PERSONA, N-O-N dalla tecnologia
(per il poter che dico io). La calcolatrice di una volta, quella a manovella,
andava bene per il bancario e per il contabile del cartello della droga.
Vogliamo dare colpe alla calcolatrice?
Allora diamola ai moschetti prima
e ai fucili a retrocarica poi, invece che agli stronzi che si facevano la
guerra.
>>non è che gli puntano una
pistola alla tempia ingiungendogli di usare un LLM! non sarà molto, ma per lui
(ammesso e non concesso che cambi comportamento) è
parecchio.
Qui sento puzza di
ideologia...
>fra l'altro, può fare quasi lo
stesso senza alcuna capacità di coding, evitando la dipendenza da macchine che
non controlla, con, tipo (...BUZZWORD INFORMATICHESE...).
Ai miei tempi siamo passati da me
(che guardavo l'equivalente elettrico di input e output dei circuiti logici) a
un elettronico laureato 5 anni dopo che "costruiva in logica" (progettando
strumenti grandi 3 volte i miei, per fare la medesima cosa). Però l'
"artigianato" di una volta è morto (non credo che ci sia ancora "l'equivalente
elettrico di input e output dei circuiti logici", e i "circuiti logici" -- da
decenni (io ho smesso di progettare nel 1982...) -- non sono più NAND e similia,
ma integrati custom con tonnellate di componenti.
C'è la storiellina di Donald
(quello bravo, Knuth, non il biondo) che scrive un programma per contare le
parole di un testo, e di un altro che nemmeno nomino (poteva essere chiunque)
che usa 6 linee di codice Python (e relative funzioni di libreria). Peccato che,
con testi grandi, la seconda soluzione "facile" ...va un po' a
culo.
Oggi uno lo chiede a un LLM (che
poi sbaglia), e consuma la produzione di una centrale nucleare per il tempo che
l'LLM lavora.
Per fare quello che dici nel
buzzword, ci vogliono competenze che -- se le hai -- è difficile che tu capisca
il problema che stai affrontando (io, una volta, ho dato mandato a me stesso di
scrivere un algoritmo in Excel cambiando alcune regole contabili; e sono stato
risucchiato nel fare le cose come sempre, ...perché quando si abbassa la testa
...non si vede più la mandria di bisonti che arriva).
Siamo in un mondo complesso, e --
parole di un responsabile informatico di una grossa azienda di decenni fa
incontrato in volo sull'Atlantico -- il problema è far fare a 100 informatici
"normali" quello che in "10" super fanno con estrema
scioltezza.
Ci sono problemi IMMANI di
conoscenza; ci sono "stratificazioni" di software che permettono di campare, MA
ti "impediscono di capire" (ha dovuto sbatterci la faccia un tizio che sosteneva
che lo strato elettronico e quello ottico di una rete di telecomunicazioni
fossero "separabili": quando gli è capitata un'anomalia ha dolorosamente
compreso che la strategia di limitazione del danno e di successivo recupero
doveva essere coordinata fra strati diversi).
Scusa la
sparata.
MA E' DA SEMPRE (beh, finché me ne
sono occupato) che in informatica ottimizzo l'esecuzione e non il tempo del
programmatore. MA NON E' PIU' COSI'! Gli stessi LLM sono una "scorciatoia" per
l'AGI "che non c'è". Le stesse reti neurali NON APPRENDONO UN CAZZO, quando
**CRISTALLIZZANO** una conoscenza in miliardi di pesi: NON E' l'apprendimento
**APERTO** umano; NON E' "intelligenza", è capacità di svolgere **UN** compito
(sono stati fantastici ad allargare il compito a dismisura, ma continuano a
usare il "cristallizzatore" invece dell' "apertore" ...ai cambi di paradigma,
per esempio).
E adesso vi lamentate per
l'impronta energetica! Il dentifricio dal tubetto l'avete fatto uscire voi
(versione moderna del mito di Pandora, ...ma meno terrificante), quando avete
smesso di ottimizzare il SW in sé, perché c'erano degli elettronici che vi
facevano un HW sempre più veloce.
Ora i nodoni vengono al
pettinino...
>>oppure, meglio, anche
niente. gran parte delle cose-via-LLM sono semplicemente inutili. in particolare
per scrivere distraggono, affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del
pensiero, anche della sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che
può essere gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad
minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso tragicomicamente
consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è faticoso, e rischioso;
con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono mai, ci blandiscono, ci
tengono agganciati.
A parte che mio figlio usa LLM
proprio per avere il tempo di "coltivare relazioni con esseri viventi" (è in un
ambiente che "stimolante" è dir poco), ...perché hai abbassato la testa a
parlare di pippette tecnico-moralistiche sul tema ABUSATO degli
LLM?
Si stava parlando di
predazione.
>>certo, se non fa ricorso a
questa roba, e gli altri suoi pari sì, non avrà il decantato "vantaggio
competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che ci vuol fare: son
scelte!
Siamo al buon senso della massaia
di Voghera (non offendo nessuno, perché mia madre è nata
lì).
>>a medio termine, secondo
me, le persone e le aziende che NON adotteranno 'sta roba in blocco, ma al
limite in casi eccezionali e cmq in locale, sotto il loro controllo, avranno dei
vantaggi _cognitivi_ importanti. In particolare, chi NON cercherà di "risolvere"
problemi di cultura collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più
scassate (tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da
distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma non
farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui e basta!").
Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati, qualità degli stessi,
software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto organizzazione disfunzionale,
gerarchie oppressive, burocrazie deliranti. vantaggi cognitivi, perché non
disimpareranno a fare cose che ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno
hanno un'idea di come fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big
picture" al di là dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a
molto come resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati
per abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che
succeda.
Adesso la sparata è
tua.
Ognuno è incazzato per qualcosa
(nel '68 tutti lo erano per tutto: almeno non eravamo
"settorializzati").
>>proposte: cominciamo a NON
fare costruire altri nocivi datacenter. quanti comuni italiani stanno svendendo
i loro terreni? fuori i nomi di assessori, consiglieri, sindaci, costruttori,
faccendieri, e lobbisti con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare
gli accordi capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare
no.
SE QUANDO io dico che ci rubano
400 miliardi di Euro all'anno, nessuno mi ascolta e SOPRATTUTTO nessuno si sogna
di farmelo dire sui media, ...perché adesso facciamo rumore di fondo e barriera
fumogena con 'sta cazzata dei "confezionatori di testi" spacciata per
"IA"?
Perché ci fanno VOLENTIERI parlare
dei falsi problemi, A PATTO che quelli veri restino nascosti nel rumore e dietro
al fumo (io stesso dissi un volta che i politici sono "paravento", "puntaspilli"
e "pannolini" di chi detiene il vero potere: vediamo i politici, non il vero
potere; ci incazziamo con i politici, non con il vero potere; quando i politici
arrivano a puzzare, si cambiano i politici e non il vero potere; ricordatevi le
4P: Pppp).
Adesso è il tempo delle mele,
...volevo dire degli LLM.
Sempre con la testa bassa, ...che
non vede la mandria di bisonti.
>>per il resto, capisco che
non la soddisfi, ma ci sono cmq tante esperienze (micro, ne convengo, e non è
bello che siano così micro. come minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi,
proliferare) che vanno "in direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare"
in verticale significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione
ostinata e contraria.
Altro rumore di
fondo.
Quando ho fatto un lavoro serio in
Barilla (più di 30 anni fa), avevano in ballo un centinaio di interventi
diversi, da 1 miliardo di vecchie Lire ciascuno, tutti "scoordinati" e
"locali".
Mi hanno chiesto un parere, gli ho
detto come fare, e 5 mesi dopo di un serio lavoro di gruppo ("creativo da zero")
è partito un progetto che ha portato a 300 miliardi all'anno di
risparmi.
Le cose vanno viste integrate:
alla fine dei 5 mesi i risparmi ipotizzati erano 170 (sono diventati 300 perché
han continuato a usare la testa anche nella realizzazione), e uno dei clienti ha
detto al management: "vi abbiamo indicato 7 cose da fare per 170 miliardi (di
vecchie Lire!) di risparmi annui; togliete 1 delle 7 inziative e cade l'1 del
170; toglietene 2 e cade anche il 7..."
I problemi veri sono sempre oltre
la siepe, guardando "più in là".
Io questo contesto. NON VEDIAMO il
problema ...dietro al fumo degli LLM.
>>ma chi è lagggente, mi
domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo. qualche mese fa ci ho scritto un
libretto perché a furia di pensarci mi faceva male la testa. s'intitola appunto:
"People Have the Power" (lo so sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui:
https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o
forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in
mente e ne modifico un pezzetto.
(...) **ometto il resto**, mi
scuserai (lo si può leggere nella tua mail
>>disgraziatamente, il
"sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo malissimo anche io, anche se
sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è altra scelta se non l'educazione e
l'auto-educazione, specialmente degli adulti. proposte concrete
"ingegneristiche" non ne vedo, mi spiace.
Beh, il problema è lì (e poi non
dovrebbero essere "ingegneristiche").
>>auto-limitazione, quella
sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta. nel dubbio, non fare. meno PIL.
meno cose. meno produzione. togliere.
Autocensura.
Ma ci hanno dato i social per
evitarla.
>>incidentalmente, a non
fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel
dubbio, non fare armi. nel dubbio, non fare proiettili. dico sul
serio.
Ci ho scritto anch'io
qualcosa:
http://www.ybnd.eu/docs/Non_nuocere.pdf
http://www.ybnd.eu/docs/Visione_mondo.pdf
>>abitare insieme il
pianeta, vivere insieme, è necessariamente autolimitarsi. impariamo a
controllare gli sfinteri, gli appetiti, le interazioni. andare su Marte? no.
limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi accoliti. andare sulla Luna? ma perché?
limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia
e finisce nell'asservimento di qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre
mancate auto-limitazioni; qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una
"minoranza" di servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino
all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso, uno degli
effetti secondari dell'alienazione tecnica.
V. le mie "teorie operative" di
uno dei link...
>>cmq, vista la velocità di
cambiamento, non è detto che non si possa cambiare anche in un tutt'altra
direzione. non è una speranza: è solo la constatazione che il futuro non è
scritto, il passato è scritto male, e quindi c'è agio per
agire.
Non pensare che la soluzione, e
tantomeno il problema, sia tecnico.
Scusa se sono
sibillino.
>>cosa aveva in mente, con
"dare una qualche svolta a qualcosa"?
Il '68. Che
altro?
Dopo, "non è accaduto PIU' NULLA
di simile..."
[Però "tu", please,
K!]
Ciao,
A
----- Original Message -----From: Carlo Milani via nexaSent: Sunday, July 05, 2026 11:15 PMSubject: [nexa] Re: Libro> Message: 2
> Date: Sun, 05 Jul 2026 20:17:29 +0200
> From: abregni <abregni@iperv.it>
> Subject: [nexa] Re: Libro
> To: karlessi <karlessi@eudema.net>
> Cc: nexa@server-nexa.polito.it, Nicoletta Tarducci
> <nicoletta.tarducci@gmail.com>
> Message-ID: <8fd2d4d5673d0aaa759050e50db7485f@iperv.it>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
>>> People Have the Power
>
> A parte ":D", ...era serio o era triste?
> Chiedo per un amico (molto stretto, che vuole capire).
è una frase molto ambigua che mi gira in testa, un tarlo. oggi sto in
treno perciò mi balocco con il tarlo :D
e ringrazio per le sollecitazioni. altrimenti avrei lavorato!
un amico? OK.
>
> E' da sempre che:
> a) NON vedo il tema tecnico (cambia davvero qualcosa???),
non so se ho capito. mi vien da dire: la tecnica è fonte di potere, e,
quindi, potenzialmente di libertà. il tema del potere è necessariamente
tecnico. Con potere intendo: una funzione regolativa sociale. Il potere
è la produzione e l’applicazione di norme e di sanzioni. Il potere è una
funzione sociale neutra.
> b) mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia
> ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito),
> e
invece, no. purtroppo. anche perché ogni generazione, ogni persona, è
"nuova". non ha contezza del passato. e il passato viene continuamente
riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli
oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la
consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni
nazione - ogni nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti
e massacri spacciati per volontà di qualche dio; di distruzioni
raccontate come inevitabili frutti dell'espansione di un qualche popolo.
oggi chi manipola e preda racconta le storie dell'IA che non si può fare
a meno di finanziare, perché... potrebbe distruggerci, o salvarci,
chissà, intanto bruciamo il pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo
di pietà per chi verrà dopo di loro! se non fosse tragico sarebbe comico.
> c) vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una
> pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per
> dare una qualche svolta a qualcosa.
la svolta mi ricorda "svolta" nel senso mutuato dal romano che si usa
oggi: svoltare, non lavorare più, far soldi a babbo morto. immagino sia
invece da intendere come cambiamento importante.
le proposte, quindi. riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM
per far la tesi al MIT (se passa cmq vorrà dire che il livello è
quello!), si può dirgli che può decidere di fare diversamente. ha il
potere di farlo. in quanto parte della "People", anche lui "has the power".
non è che gli puntano una pistola alla tempia ingiungendogli di usare un
LLM! non sarà molto, ma per lui (ammesso e non concesso che cambi
comportamento) è parecchio.
fra l'altro, può fare quasi lo stesso senza alcuna capacità di coding,
evitando la dipendenza da macchine che non controlla, con, tipo,
AnythingLLM su un portatile anche non recentissimo, una CPU da 16GB e
una GPU da 4GB (anche meno, fatica, ma gira) e un Gemma4 E4B (grazie, oh
Google, per le briciole dello sfruttamento che ci lasci per giocare!
https://gemma4.dev/models/gemma-4-memory-requirements). buona parte di
quel che le persone fanno con gli LLM online si può fare in locale.
almeno la ventola scalda e si comprende la follia di massa.
oppure, meglio, anche niente. gran parte delle cose-via-LLM sono
semplicemente inutili. in particolare per scrivere distraggono,
affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del pensiero, anche della
sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che può essere
gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad
minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso
tragicomicamente consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è
faticoso, e rischioso; con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono
mai, ci blandiscono, ci tengono agganciati.
certo, se non fa ricorso a questa roba, e gli altri suoi pari sì, non
avrà il decantato "vantaggio competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che
ci vuol fare: son scelte!
a medio termine, secondo me, le persone e le aziende che NON adotteranno
'sta roba in blocco, ma al limite in casi eccezionali e cmq in locale,
sotto il loro controllo, avranno dei vantaggi _cognitivi_ importanti. In
particolare, chi NON cercherà di "risolvere" problemi di cultura
collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più scassate
(tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da
distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma
non farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui
e basta!"). Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati,
qualità degli stessi, software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto
organizzazione disfunzionale, gerarchie oppressive, burocrazie
deliranti. vantaggi cognitivi, perché non disimpareranno a fare cose che
ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno hanno un'idea di come
fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big picture" al di là
dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a molto come
resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati per
abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che succeda.
proposte: cominciamo a NON fare costruire altri nocivi datacenter.
quanti comuni italiani stanno svendendo i loro terreni? fuori i nomi di
assessori, consiglieri, sindaci, costruttori, faccendieri, e lobbisti
con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare gli accordi
capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare no.
per il resto, capisco che non la soddisfi, ma ci sono cmq tante
esperienze (micro, ne convengo, e non è bello che siano così micro. come
minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi, proliferare) che vanno "in
direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare" in verticale
significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione ostinata e contraria.
ma chi è lagggente, mi domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo.
qualche mese fa ci ho scritto un libretto perché a furia di pensarci mi
faceva male la testa. s'intitola appunto: "People Have the Power" (lo so
sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui:
https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in mente e ne modifico un pezzetto.
mi è stato detto che è troppo teorico, e tutto sommato sono d'accordo.
anche se per me troppo teorico è Cornelius Castoriadis, ma vabbè, i
tempi sono alla semplificazione ed è un gioco anche questo da giocare
ultimamente vanno molto i libri di autoaiuto, mi è stato detto, da
persone che lavorano nell'editoria; e quindi mi è stato consigliato di
aggiungere delle "schede pratiche" di autoaiuto... è talmente fuori
luogo come proposta che ha solleticato la mia voglia di "mission impossible"
ho cominciato quindi a fare delle schede da due paginette l'una, alla
fine di ogni capitoletto (file separati), come attivazioni pratiche.
sono segnalate in blu come "azioni dirette": un po' pomposo, ma i libri
di autoaiuto sono pomposissimi, ne ho sfogliati un po'.
ne ho in mente altre, di azioni dirette. accetto suggerimenti.
perché mi capita in continuazione di sentirmi dire, sì ma in pratica?
che ne so...
in pratica, auto-limitati. e dillo agli altri. auto-limitiamoci. in
tedesco suona: "Selbstbegrenzung", che è la lezione definitiva di "Tools
for Conviviality", in italiano "La convivialità". L'autore, Ivan Illich,
era cattolico. il termine è stato impiegato vent'anni dopo Illich anche
da Karl Barth nella sua tarda teologia. Barth era protestante: forse c'è
un dialogo fra i due che non colgo completamente. ad ogni modo, io
interpreto auto-limitazione in maniera più demonica: stare
nell'immanenza, metaxu, piano di mezzo (questo mondo che condividiamo),
con i demoni che lo abitano, e scegliere, selezionare i buoni demoni. o
i demoni che ci fanno stare bene insieme. in greco antico, "eudaimonia":
tradotto spesso con "felicità".
le tecniche per la convivialità sono forme di autolimitazione insieme ai
demoni della tecnica.
disgraziatamente, il "sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo
malissimo anche io, anche se sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è
altra scelta se non l'educazione e l'auto-educazione, specialmente degli
adulti. proposte concrete ingegneristiche non ne vedo, mi spiace.
auto-limitazione, quella sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta.
nel dubbio, non fare. meno PIL. meno cose. meno produzione. togliere.
incidentalmente, a non fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel dubbio, non fare armi. nel dubbio,
non fare proiettili. dico sul serio.
abitare insieme il pianeta, vivere insieme, è necessariamente
autolimitarsi. impariamo a controllare gli sfinteri, gli appetiti, le
interazioni. andare su Marte? no. limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi
accoliti. andare sulla Luna? ma perché? limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia e finisce nell'asservimento di
qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre mancate auto-limitazioni;
qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una "minoranza" di
servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino
all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso,
uno degli effetti secondari dell'alienazione tecnica.
cmq, vista la velocità di cambiamento, non è detto che non si possa
cambiare anche in un tutt'altra direzione. non è una speranza: è solo la
constatazione che il futuro non è scritto, il passato è scritto male, e
quindi c'è agio per agire.
>
> Thanks.
prego, anche se temo sia deludente questo scritto 100% non-GPT
cosa aveva in mente, con "dare una qualche svolta a qualcosa"?
buona serata
k.
>
>
>
> Il 2026-07-05 19:35 karlessi via nexa ha scritto:
>> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
>>> Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
>>> contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
>>> ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato
>>> di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una
>>> banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74
>>> anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud,
>>> e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di
>>> eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo
>>> SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa
>>> del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a
>>> Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non
>>> sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità
>>> in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle
>>> funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche
>>> tradizionali spesso nei fatti abdicano.
>>>
>>>
>>
>> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
>> volontà sopperiscano.
>>
>> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
>> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
>> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
>> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
>> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
>> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>>
>> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
>> vivere insieme.
>>
>> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D.
>> Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone
>> un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e
>> accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
>>
>>> Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
>>> allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
>>> www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
>>> fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
>>> qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
>>> personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato
>>> fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho
>>> assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho
>>> trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a
>>> pubblicare il mio
>>
>> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
>> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
>> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
>> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
>> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
>> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi
>> riconoscibili.
>>
>>> contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro)
>>> di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
>>> perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
>>> altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
>>> grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi
>>> e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
>>> che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
>>> livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
>>> semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
>>>
>>>
>>
>> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e
>> free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare
>> questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>>
>> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle
>> persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>>
>> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
>> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi
>> il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo
>> aver vinto qualche finanziamento.
>>
>> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università
>> è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
>> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
>> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
>> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
>> riconosciute.
>>
>>> Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato
>>> che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso,
>>> aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa
>>> essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci
>>> siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica
>>> <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
>>> evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
>>> potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di
>>> una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla
>>> fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
>>> nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente,
>>> che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere
>>> magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon,
>>> Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo
>>> risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
>>> driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane.
>>> Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare
>>> con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una
>>> chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E
>>> gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna
>>> che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti
>>> personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza
>>> popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai
>>> vedere’ dicono ad esempio a Genova.
>>>
>>
>> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>>
>> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza
>> computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano
>> è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta
>> chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente!
>> cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>>
>> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
>> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
>> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
>> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre
>> esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di
>> sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da
>> noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può
>> provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo
>> dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via
>> quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà
>> individuale.
>>
>> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
>> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
>> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
>> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
>> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico
>> e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare
>> altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>>
>> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
>> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
>> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
>> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
>> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
>> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>>
>> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
>> possibile nostro.
>>
>>> Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
>>> tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
>>> giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
>>> battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla
>>> vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16.
>>> Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio
>>> che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo
>>> politico?
>>>
>>
>> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
>> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e
>> che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci
>> sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?),
>> ma, sì: è possibile fare diversamente.
>>
>> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative,
>> aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso
>> tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello
>> che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud
>> privati ecc.
>>
>> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
>> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
>> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
>> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
>> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
>> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
>> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>>
>> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet
>> "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi
>> ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>>
>> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
>> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
>> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
>> integrante del risultato.
>>
>> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
>> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
>> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
>> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
>> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
>> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
>> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
>> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
>> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
>> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in
>> maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
>> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>>
>> la libertà non è gratuita
>>
>> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale
>> anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
>> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
>> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
>> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
>> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche
>> informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura
>> ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google
>> Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine
>> cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che
>> "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione,
>> del sistema ingegneristico, ecc.
>>
>> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq,
>> non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non
>> regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
>> sottigliezza accademica.
>>
>> in pratica:
>>
>> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
>> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
>> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati
>> a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche
>> questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per
>> denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>>
>>>
>>> Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
>>> degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet
>>> e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e
>>> sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base
>>> del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver
>>> trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay,
>>> di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il
>>> software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e
>>> controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si
>>> sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay
>>> sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione
>>> (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura
>>> di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li
>>> hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze
>>> di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una
>>> volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente
>>> protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il
>>> più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e
>>> stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più
>>> grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti
>>> utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su
>>> cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
>>> cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare,
>>> e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
>>> collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
>>> successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
>>> l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba
>>> come efficace e persuasivo avvertimento.
>>>
>>
>> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
>> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
>> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
>> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
>> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
>> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
>> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
>> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
>> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>>
>> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
>> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
>> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
>> (Linux User Group), hacklab
>>
>> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>>
>> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
>> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>>
>> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
>> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
>> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
>> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
>> negli USA e non solo.
>>
>>> E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a
>>> costruire siti con Google Site?
>>>
>>>
>>
>> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
>> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>>
>> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
>> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
>> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
>> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
>> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
>> "inevitabili"
>>
>> "usiamo WhatsApp per coordinare il
>> collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per
>> bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona
>> causa!"
>>
>> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
>> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>>
>> "devo sentirmi in colpa?"
>>
>> ego te absolvo. vai in pace...
>>
>> peccato che non faccio il prete!
>>
>> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
>> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
>> conta.
>>
>> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
>> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
>> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>>
>> non conta nulla?
>>
>> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
>> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
>> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
>> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
>> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
>> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
>> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
>> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del
>> dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome
>> e libere, insieme.
>>
>> è l'educazione che può fare le persone libere
>>
>> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
>> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
>> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce.
>> ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
>>
>> People Have the Power :D
>>
>> k.
>>
>>>
>>> Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa
>>> <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha
>>> scritto:
>>>
>>>
>>> Buongiorno,
>>>
>>> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
>>> per la
>>> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
>>> sforzo
>>> di sintesi)
>>>
>>> alcune considerazioni
>>>
>>> # scientificità e no
>>>
>>> nel documento
>>> https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
>>> <https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
>>> paragrafo 2.
>>>
>>> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
>>> rigoroso.
>>> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>>>
>>> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello
>>> pubblico e
>>> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche,
>>> sono
>>> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
>>> quando
>>> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche".
>>> A me
>>> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>>> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
>>> avvocature-e-tecnologie/
>>> <https://centroriformastato.it/la-letizia-
>>> del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
>>>
>>> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un
>>> presupposto
>>> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
>>> inconscio.
>>> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
>>> se il
>>> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe
>>> risultati
>>> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
>>> imperfetto)
>>> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>>>
>>> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
>>> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono
>>> che
>>> sia
>>> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di
>>> vita per
>>> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
>>> (questi sono i "moderati...")
>>> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
>>> www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
>>> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
>>> narrative
>>> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
>>> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la
>>> narrativa IA
>>> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
>>> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
>>> monitorare
>>> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
>>> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
>>> posizioni
>>> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani
>>> eredi del
>>> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
>>> Levchin,
>>> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
>>> PayPal
>>> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
>>> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
>>> observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
>>> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
>>> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi
>>> hanno il
>>> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
>>> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di
>>> stampo
>>> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
>>> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri),
>>> per
>>> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
>>> ripetuto
>>> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>>>
>>> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
>>> oggi.
>>> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare
>>> per
>>> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>>>
>>> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
>>> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le
>>> narrazioni
>>> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>>>
>>> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda
>>> traccia.
>>> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei
>>> miti
>>> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
>>> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
>>> rimando
>>> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>>>
>>> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in
>>> un
>>> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da
>>> rigidi
>>> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che
>>> "Mythos" (un
>>> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola
>>> di
>>> Anthropic!
>>>
>>> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla
>>> così, la
>>> forza di un'analisi del genere.
>>>
>>> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani
>>> potrebbe
>>> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA.
>>> riconoscere il
>>> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
>>> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
>>> (politici,
>>> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
>>> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di
>>> agire
>>> diversamente.
>>>
>>> # free != open
>>>
>>> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
>>> pretese
>>> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto
>>> in
>>> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
>>> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
>>> www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
>>> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA
>>> (non è
>>> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright,
>>> cmq
>>> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
>>> chi
>>> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>>>
>>> # metafore
>>>
>>> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
>>> metafore rimangono metafore
>>>
>>> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
>>> settore
>>> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
>>> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione,
>>> ma
>>> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
>>> questi,
>>> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e
>>> spesso
>>> pure
>>> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>>>
>>> # mezzi e fini
>>>
>>> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>>>
>>> D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
>>> CERN esisterà sarà
>>> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
>>> scelta
>>> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo,
>>> politica.
>>>
>>> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
>>> documento
>>> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
>>> stesso
>>> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
>>> Google.
>>> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta
>>> di
>>> campo, politica.
>>>
>>> siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
>>> www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
>>> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una
>>> piattaforma
>>> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
>>> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
>>> più
>>> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
>>> dichiarati
>>> dal progetto.
>>>
>>> sono personalmente contrario ai divieti.
>>>
>>> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che
>>> solo
>>> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti
>>> concreti
>>> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto,
>>> le
>>> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
>>> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in
>>> barba a
>>> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
>>> università: eppure le leggi ci sono.
>>>
>>> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>>>
>>> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
>>> potere
>>> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
>>> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
>>> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune
>>> destino,
>>> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di
>>> determinati
>>> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte
>>> termica
>>> dell'universo.
>>>
>>> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
>>> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di
>>> attenzione
>>> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
>>> (metastabilità,
>>> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>>>
>>> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono
>>> tutte
>>> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
>>> retaggi:
>>> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
>>> tecnologie
>>> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante
>>> proliferazione.
>>> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
>>> influire
>>> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi
>>> sociali e
>>> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra
>>> parte vi
>>> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto
>>> per
>>> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero,
>>> in
>>> modo
>>> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme
>>> sociali.
>>>
>>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a
>>> noi
>>> decidere cosa e come evolvere.
>>>
>>> buona giornata
>>>
>>> k.
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