Il 18/02/22 07:03, Enrico Nardelli ha scritto:
.[...] https://time.com/6147458/facebook-africa-content-moderation-employee-treatme...
Nell'articolo (BTW: Grazie, Enrico, per il link!), mi sono subito fermato su questo passaggio: ==================== [...] [Sama] executives can often be heard saying that the best way to help poor countries is to “give work, not aid.” [...] ==================== In realta', secondo me, la soluzione vera passa per l'educazione (la formazione scolastica), chiaramente a condizione che venga fatta asetticamente, SENZA influenze (di tipo commerciale, in primis). Sto seriamente valutando l'ipotesi di (provare a) fare un salto in Rwanda [che, per chi non fosse aggiornato sugli sviluppi in Africa centrale, è, attualmente, uno dei posti piu' tranquilli e "sereni" che si possono trovare da quelle parti] e supportare la locale Università - https://ur.ac.rw/ - a "strutturarsi" con un minimo di infrastruttura IT, da cui partire con percorsi base (universitari). Da quello che vedo on-line, gia' solo aiutarli a mettere in piedi una infrastruttura di posta che li "liberi" da Outlook, sarebbe un buon primo passo... Solo che è complicato [per me] anche solo capire se c'e' possibilita'/interesse, da parte loro (contattarli è una missione quasi impossibile!) :-( Che voi sappiate, c'e' qualche Ateneo (nostro, intendo), che ha all'attivo dinamiche di "cooperazione" con il Rwanda, da cui si potrebbe partire? Thanks, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html