Caro professore,
concordo in toto: un antropocentrismo senza una dimensione trascendente è un rischio così come un sistema gerarchico che non sia improntato al servizio, per questo mi convince la proposta Cristiana, anche digitale!

Ne approfitto per condividere le considerazioni del Santo Padre sul tema uscite proprio ieri, buona lettura a chi vorrà.

dl

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/communications/documents/papa-francesco_20190124_messaggio-comunicazioni-sociali.html

Il giorno gio 24 gen 2019 alle ore 12:38 Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> ha scritto:
Caro don Peyron,

lodevole iniziativa ma un'ottica antropocentrica ha diversi limiti.
A mio parere il focus deve andare ai processi vitali. E un'etica adeguata risponde secondo me a principi e metodi di una saggezza pratica secolare. Derivano dalle tradizioni di saggezza dell'umanità ma non sono confessionali e si ispirano a modelli non gerarchici, di potere distribuito. 

Un saluto,

      Vincenzo Giorgino


Il giorno gio 24 gen 2019, 12:11 don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> ha scritto:

Buongiorno a voi tutti,

Un contributo dalle nostre "bande"

Affiancare etica e tecnologia per un’intelligenza artificiale che ponga sempre al centro l’uomo e sia al servizio di un autentico sviluppo. Ma servono nuovi criteri, categorie e linguaggi. E occorre sviluppare un’etica degli algoritmi. Intervista a tutto campo con Paolo Benanti, docente di etica delle tecnologie e membro del Gruppo di esperti del Mise

https://agensir.it/italia/2019/01/24/intelligenza-artificiale-paolo-benanti-algor-etica-perche-la-macchina-sia-sempre-al-servizio-delluomo/

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